Sono allarmanti le ultime notizie che provengono dal Policlinico Gemelli di Roma. Secondo le ultime analisi sembrerebbe che un altro bimbo sia risultato positivo al test della tubercolosi. Il piccolo però è nato nel mese di dicembre. Ecco dunque che il raggio d’azione diventa più ampio. Bisogna dunque esaminare anche i bambini nati prima di gennaio. “Non esiste una emergenza per la tbc in Italia e i bambini coinvolti grazie alla profilassi non avranno conseguenza”. Queste sono state le parole incoraggianti del ministro della salute Fazio durante il Question time alla Camera.
Il caso della tbc “è del tutto nuovo per l’Italia e per l’Europa, dal momento che in letteratura sono descritti solo tre casi simili, in Canada, Stati Uniti e Giappone”.
L’infettivologo Giuseppe Visco, sostiene che il test utilizzato dal Policlinico Gemelli per verificare la positività dei neonati al bacillo della tbc, il Quantiferon Gold, è un test non ancora sufficientemente sperimentato nei neonati. Lo studioso dunque afferma che il test possa aver dato falsi positivi.
Intanto sempre più famiglie si lamentano e vogliono giustizia. Spuntano come funghi le azioni legali che il Codacons ha deciso di intraprendere a favore delle famiglie dei bambini risultati positivi al test della Tubercolosi.
Ricordiamo inoltre che tutti questi neonati sono nati al Gemelli nel periodo in cui vi lavorava l’infermiera malata di tubercolosi. Il tutto è avvenuto nel reparto di neonatologia del Policlinico della capitale.
I genitori sono molto preoccupati. Una mamma ha dichiarato: “Al Policlinico mi è stato detto, ‘ma che pretendi, se vai in autobus la prendi lo stesso la tbc'”.
Un papà: “Sono state fatte tre radiografie al torace di mio figlio, a pochi mesi dalla nascita é molto nocivo”. E un’altra mamma afferma: “il mio bambino è nato nel maggio 2011 al Gemelli e ricoverato il 5 agosto per bronchite, sebbene già sapessero dell’infermiera affetta da Tbc non ero stata avvisata di nulla”.