Da questa mattina sono partite le votazioni per il Referendum. Le urne hanno aperto alle ore 8 e chiuderanno alle 22. Domani invece orario continuato dalle 7 alle 15. Dagli ultimi aggiornamenti sembrerebbe che l’affluenza sia mediocre. Ecco i dati diffusi dal Viminale: ore 12 circa 4000 comuni su 8000 con un’affluenza pari all’11,6% degli aventi diritto.
Ricordiamo che il sì vince se si riesce ad ottenere il 50% dei voti più uno. E quindi in totale si calcola che devono votare minimo 25.209.345 di italiani.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Col 50% cambiamo la storia. Non accadrà proprio niente”. Il presidente del Veneto, Luca Zaia ha dichiarato: “Se riguardasse me preferirei avere una corsia preferenziale che sveltisse ogni procedimento. Non ritengo giusto che chi amministra resti magari per molto tempo con la spada di Damocle sulla testa di qualche avviso di garanzia per poi avere dopo anni l’assoluzione con formula piena. Un provvedimento quest’ultimo non raro per gli amministratori, che può scattare per un esposto qualsiasi. E’ un tema questo che avevano toccato anche i padri della Costituzione”.
Questa mattina hanno votato a Roma, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi. A Napoli il sindaco Luigi De Magistris e a Milano il cardinale Tettamanzi.
Silvio Berlusconi in precedenti dichiarazioni aveva dichiarato che non si sarebbe recato a votare per il referendum. Questa mattina dunque l’affluenza è stata minima, si parla di circa 11%. Ricordiamo che bisogna votare per quattro quesiti: acqua, nucleare e legittimo impedimento.
Si parla di 11,64% per il quesito circa la modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica; 11,64% per la tariffa del servizio idrico integrato; 11,63% per il quesito sul nucleare; 11,63% sul legittimo impedimento.