I medici del Policlinico Gemelli hanno sciolto la prognosi. Lamberto Sposini è fuori pericolo ufficialmente. I presunti problemi di memoria causati dall’emorragia cerebrale sembrano essere dunque stati smentiti.
A far allarmare i fan nei giorni scorsi è stata la totale assenza di notizie in merito alle condizioni di salute del giornalista della Rai. Inoltre a far preoccupare sono stati anche due presunti sms inviati dalla compagna Sabina Donadio.
Si legge: “Lamberto non parla, non mi riconosce, lui non c’è, è assente, non è cosciente”; “Ha aperto gli occhi ma è come imbambolato. Non mi riconosce, ma se gli string
o la mano me la stringe anche lui e gli si alza la pressione. Lo dice il monitor che ormai ho imparato a leggere”.
La famiglia Sposini in questo mese ha trascorso attimi di panico. Ricordiamo che Lamberto si è sentito male negli studi della Rai in via Teulada poco prima che andasse in onda lo speciale de “La vita in diretta” sulle nozze reali di William e Kate Middleton. A dare l’allarme è stata la collega Mara Venier che si è vista Lamberto crollare a terra e perdere sangue dalla bocca.
Il medico aziendale aveva ipotizzato una congestione, ma in realtà si trattava di tutt’altro. Dopo la chiamata del 118 e l’arrivo in ospedale, a Lamberto viene diagnosticata un’emorragia cerebrale. I medici Proietti e Maira, affermati professori di neurochirurgia del Gemelli di Roma, decidono di operare il paziente d’urgenza.
Il post-operatorio ha poi visto Lamberto in coma indotto. Per molto tempo Sposini ha combattuto e ha lottato per la sopravivvenza. Ora il peggio è superato. I fan del giornalista sperano di rivederlo presto in tv. Ricordiamo inoltre che i parenti qualche giorno fa hanno chiesto il rispetto per la privacy.
Ora è rimasta solo la fase di recupero. Il momento più difficile per Sposini è stato forse l’uscita dal coma farmacologico. Consalvo Mattia, professore di anestesia all’Università La Sapienza ha dichiarato recentemente: “Si tratta di un vero e proprio svezzamento da macchine di assistenza respiratoria e da farmaci analgesici e sedativi e ipnotici, un processo lento e graduale che prevede tappe progressive che sono reversibili. In pratica si può cioè ritornare in ogni momento alla stadio precedente qualora il malato mostri segni negativi di non autosufficienza. Ma una cosa è lo svezzamento dai farmaci e un’altra il ritorno allo stato di coscienza che dipende non solo dai medicinali ma dalla situazione neurologica di base”.