Lamberto Sposini: sciolta la prognosi. Aggiornamenti dal Gemelli

Finalmente arrivano buone notizie dal Policlinico Gemelli. Secondo le ultime fonti sembrerebbe che i medici dell’ospedale romano abbiano sciolto la prognosi. Lamberto Sposini però continua ad esser ricoverato. Ormai sono trascorsi più di trenta giorni da quel tragico giorno. Il famoso giornalista ha avuto un malore negli studi della Rai in via Teulada.

Lamberto Sposini è stato operato d’urgenza a causa dell’emorragia cerebrale di oltre 7 centimetri nell’emisfero sinistro. Attimi di panLamberto Sposini: sciolta la prognosi. Aggiornamenti dal Gemelliico per la famiglia di Sposini. Da settimane ormai la compagna Sabina Donadio e la figlia Francesca non lasciano il letto di Lamberto.

I professori Maira e Rodolfo Proietti scrivono: “In considerazione delle buone condizioni cardio-respiratorie e metaboliche si scioglie la prognosi riservata. Sposini continua la terapia riabilitativa presso il reparto di Terapia Intensiva del Policlinico universitario Gemelli”.

Insomma dagli ultimi aggiornamenti sembrerebeb che Lamberto stia meglio. Ora tutti sperano che possa presto essere dimesso e tornare a casa dalla figlia più piccola Matilde, di soli nove anni.

Ricordiamo che per più di una settimana dall’ospedale non si avevano più notizie in merito alle condizioni di salute del conduttore de “La vita in diretta”. Uno dei primi bollettini medici diramati dal professor Maira recitava così: “Gli esami strumentali (tac e angiografia cerebrale), cui questa mattina è stato sottoposto Lamberto Sposini hanno confermato il buon esito dell’intervento neurochirurgico eseguito venerdì pomeriggio per rimuovere l’esteso ematoma causato dall’emorragia cerebrale, ed evidenziano un decorso post operatorio soddisfacente. Il paziente rimarrà ancora in sedazione farmacologica per almeno altre 48 ore. Si confermano buone le condizioni generali del paziente, sempre ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Terapia Intensiva”.

Forza Lamberto non mollare! Dopo la fase post-operatoria e il coma farmacologico, rimane quest’ultima strada da percorrere. Ma la luce in fondo al tunnel inizia a vedersi.