Batterio killer: nessun allarme in Italia

“Nessun allarme in Italia”, così dichiara il Ministro della Salute Ferruccio Fazio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) afferma che “non sono raccomandante restrizioni al commercio in relazione all’infezione”. Il ministro della Salute dunque tranquillizza la popolazione italiana in merito ai rischi del batterio killer. Ai microfoni di Sky Tg2 Fazio spiega: “In Italia non c’è nessun pericolo. Questa non è un’epidemia, c’è una trasmissione di tipo alimentare”.

“In Italia basta prendere le normal precauzioni igBatterio killer: nessun allarme in Italiaieniche: lavare le verdure, lavarsi le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno”.

E ancora: “Il batterio non c’è, c’è solo l’eventualità che qualcuno che abbia contrat to l’infezioni in Germania torni qui, ma si tratta di contaminazioni locali”.

Fino ad ora si sono registrate 18 vittime. Oltre alla Germania il maggior numero di casi si registra in Svezia (28 infezioni e 15 casi di Sindrome emolitica uremica – Seu), seguita da Danimarca (10 e 7), Olanda (4 e 4), Gran Bretagna (4 e 3), Francia (6 infezioni), Austria (2 infezioni), Svizzera (2 infezioni), Repubblica Ceca (1 infezione), Norvegia (1 infezione) e Spagna (2 casi di Seu).

Ecco quanto dichiara la Coldiretti: “Il panico indiscriminato in Germania ha di fatto bloccato le spedizioni nazionali di frutta e verdure in quel paese con perdite di 3 milioni di euro al giorno per l’agricoltura nazionale”.

“Il crollo dei consumi di frutta e verdura in Germania e in altri Paesi europei a seguito del “batterio killer” cade in una stagione importante per la produzione nazionale di frutta e verdura che – sottolinea la Coldiretti – rappresenta la voce più importante delle esportazioni agroalimentari con un valore per un valore complessivo di 4,1 miliardi di euro, superiore a quello del vino. Occorre fare immediata chiarezza sull’evoluzione dell’ epidemia per superare una psicosi che rischia di essere devastante per la salute e per l’economia”.

“Il 60 % degli italiani secondo Eurobarometro ritiene che oggi ci siano regole restrittive nell’Unione Europea per quanto riguarda la sicurezza del cibo, ma una percentuale dell’80 % pensa che bisognerebbe fare di più”.