Il 6 aprile è arrivato. Data in cui prenderà il via il processo Ruby in cui vede indagato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.
Ritorna dunque la discussione in merito al conflitto d’attribuzione mosso dalla maggioranza. Oggi il presidente della Camera Gianfranco Fini durante l’Ufficio di Presidenza ha dichiarato che dovrà essere l’aula di Montecitorio a dare l’ultima parola in merito al processo Ruby.
Ecco le parole di Fini: “Quali che siano le conclusioni cui perverrà l’Ufficio di Presidenza, l’Assemblea deve essere comunque chiamata a pronunciarsi sulla questione secondo le modalità procedurali che la prassi ha consolidato a riguardo”.
La maggioranza ritiene di voler sollevare il conflitto d’attribuzione dei pm di Milano dinanzi alla Corte Costituzionale. Di diversa opinione è invece l’opposizione che ritiene che la decisione spetti
all’ufficio di presidenza.
In più di un occasione lo stesso premier Silvio Berlusconi aveva dichiarato l’inadeguata competenza territoriale da parte dei magistrati di Milano. COsì la maggioranza continua ad affermare che il Processo Ruby sia di natura ministeriale e non del Tribunale di Milano.
Intanto ricordiamo che la stessa Karima El Mahrough (detta Ruby Rubacuori), la minorenne marocchina che avrebbe preso parte ai festini nella residenza del premier ad Arcore, avrà un doppio ruolo nel processo del 6 aprile. Ruby infatti compare sia nei testi dell’accusa che tra quelli della difesa. Entrambi sono stati ieri depositati dalle parti presso la quarta sezione penale del Tribunale di Milano.
Ricordiamo inoltre che nella lista di 78 testimoni presentati dai legali del Presidente del Consiglio compaiono i nomi di: Gelmini, Carfagna, Frattini, Galan, Elisabetta Canalis, George Clooney e Belen Rodriguez.