Scienza

Trapianto di memoria: incontro oggi a Roma con Giulio Maira

Trapianto di memoria: incontro oggi a Roma con Giulio Maira

Le medicina e la chirurgia sono i grado di trapiantare ormai qualunque cosa, dagli organi agli arti, fino a una testa intera, come accaduto recentemente. Ma c’è ancora una frontiera da esplorare, ed è quella di trapiantare ciò che non si vede ma che è alla fine la parte più importante della nostra vita come persone ancor prima che come esseri viventi, la memoria. Il trapianto di memoria al momento sembra roba per film di fantascienza, ma non sarà così ancora a lungo. Proprio come avviene per un computer, in futuro sarà possibile immagazzinare tutti i dati che compongono la storia di una persona per poi impiantarli direttamente nel cervello, restituendo in qualche modo la coscienza.

Giulio Maira, presidente della Fondazione Atena e neurochirurgo all’Humanitas spiega il meccanismo che determina i ricordi e assicura che già «Intorno ai 50 anni si cominciano a perder colpi». Chi pensa che il trapianto di memoria sia roba del futuro sappia che gli esperimenti sono già in atto. «Come nei film. Ci stanno provando con i topi. Le applicazioni che ne deriverebbero? Restituire la memoria a un paziente con Alzheimer o rendere capace l’uomo ad esempio di incamerare le informazioni di un’intera enciclopedia in modo da arricchire il suo patrimonio senza sforzi».

Se ne parla più dettagliatamente oggi al convegno “I meccanismi della memoria, quali sono, perché si deteriorano, come possiamo preservarli”, in programma alle 17.30 alla sala della Protomoteca del Campidoglio.

Una tavola rotonda moderata da Livia Azzariti con protagonisti i massimi esperti della ricerca scientifica, da Cristina Alberini, professoressa del Centro di Neuroscienze dell’Università di New York, a Cesare Colosimo, direttore dell’Istituto di Radiologia dell’Università del Sacro Cuore, da Enrico Garaci, rettore dell’Università San Raffaele, a Lina Bolzoni, docente della Normale di Pisa, che presenterà la sua relazione su “L’arte della memoria e dell’oblio dall’antichità al Rinascimento”.

L’incontro è patrocinato dal Ministero della Salute, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio, Roma Capitale e con il contributo di Sorgente Group, ed è promosso dal presidente della fondazione Atena onlus, Giulio Maira, professore di Neurochirurgia all’Humanitas di Milano e al Campus Bio Medico di Roma.

Come tenere allenato il cervello ritardando il più possibile il suo deterioramento? Tenendolo in eserizio, proprio come faremmo con un muscolo. E allora ben vengano anche gli smartphone e il computer, che costituiscono uno stimolo non da poco anche in età avanzata: “E’ scientificamente dimostrato che più ci si impegna a mantenere una buona forma generale, anche attraverso un’attività fisica quotidiana, più il cervello risulta essere ben ossigenato e funzionante”.