Ictus: l’importanza della prevenzione

Aprile è stato scelto come mese per la prevenzione dell’ictus cerebrale, una patologia che in Italia uccide 7 persone ogni ora e ha già colpito 913.000 soggetti. Si tratta di una patologia improvvisa che colpisce l’encefalo, privandolo temporaneamente dell’afflusso di sangue, e costituisce la terza causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore e le neoplasie e rappresenta la prima causa di invalidità.

Negli ultimi 20 anni l’età media dei pazienti colpiti da ictus è diminuita notevolmente, portando la percentuale di coloro che hanno meno di 45 anni dal 13% al 19%. In caso di pazienti giovani, la tempestività delle cure ricevute subito dopo l’episodio assume un’importanza ancora maggiore per un recupero psicofisico che possa garantire al paziente buoni livelli di autonomia e una migliore qualità di vita.

Da una ricerca pubblicata sui Quaderni della Salute del Ministero della Salute ed effettuata nell’area romana, si legge che solo il 17% dei romani che chiama il 118 per un sospetto ictus riesce ad avere accesso a una Stroke Unit, ovvero unità anti-ictus situate all’interno di ospedali dove operano in team neurologi, radiologi, cardiologi, infermieri, tecnici della riabilitazione, logopedisti ed altri specialisti. Ancora oggi, i posti letto di Stroke Unit erano solamente 6 rispetto ai 50
considerati necessari.

“In Italia sono presenti solamente 70 Stroke Unit, un numero decisamente insufficiente se si considera la portata del fenomeno. – Ha commentato il Dottor Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale. – Un intervento tempestivo effettuato da un team di professionisti che operano in sinergia come nella Stroke Unit potrebbe minimizzare le conseguenze derivanti dall’attacco, il che si tradurrebbe in una maggiore autonomia del paziente e, quindi, in minore richiesta di
cure e servizi assistenziali.”Ictus: l'importanza della prevenzione

“Inoltre, le Stroke Unit potrebbero essere definite indispensabili quando si deve intervenire in un paziente giovane, che, senza la possibilità di essere curato in modo adeguato e, soprattutto, tempestivo, vedrebbe compromessa la sua possibilità di lavorare, studiare e costruirsi un futuro. Va ricordato che l’età media dei pazienti si è notevolmente abbassata. E’ necessario, pertanto, intervenire con progetti di prevenzione e informazione, per insegnare come riconoscere un ictus e intervenire
per prestare le prime cure. Va, inoltre, ricordato che tra le cause dell’ictus vi è, indubbiamente una componente genetica, ma influiscono in modo significativo anche numerosi fattori ambientali, come stress, fumo, sedentarietà, obesità, alcool e droga. Una dieta sana ed equilibrata è la base dalla quale partire per diminuire l’incidenza del rischio. Tra i cibi ‘anti-ictus’, pomodoro, frutta secca, pesce azzurro e… cioccolato! Una buona notizia per tutti i golosi! Il cioccolato con una
percentuale di cacao di almeno il 60-70% è, infatti, particolarmente ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti amici del sistema cardiovascolare.”

Il dottor Sarmati si occupa di riabilitazione neurocognitiva post ictus secondo il metodo Perfetti e negli ultimi anni si è dedicato alla formazione delle famiglie per la riabilitazione in casa. Si tratta di un approccio innovativo, non solo nella forma, ma anche negli strumenti, mettendo a disposizione delle famiglie e dei malati strumenti multimediali che affiancano ed integrano l’assistenza diretta e di persona. Sul sito web dedicato al metodo (http://www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it) è
possibile trovare informazioni sulla malattie, le cause e le conseguenze, ma anche consigli pratici per sostenere chi è stato colpito da ictus e aiutarlo nel recupero di alcune funzionalità. Valerio Sarmati ha anche avviato diversi gruppi di aiuto ed autoaiuto su Facebook, che conta oltre 900 membri, per coinvolgere le famiglie, permettere loro di scambiare informazioni e non sentirsi “sole” nella loro battaglia.

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