Rissa in sala parto a Messina

Iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Messina i due ginecologi protagonisti della lite in sala parto al Policlinico di Messina, Antonio De Vivo e Vincenzo Benedetto, e il responsabile del reparto, il prof. Domenico Granese.

Avviso di garanzia anche per i medici che hanno operato la donna. L’accusa è di lesioni personali colpose e omissioni. Il nodo che i magistrati ivogliono sciogliere è se la lite abbia ritardato l’intervento cesareo sulla donna.

E’ stato poi necessario asportare l’utero alla donna. Il neonato ha avuto 2 arresti cardiaci. Il marito della donna: “Ci sono responsabilità e si devono appurare. Insisto: mia moglie è sempre stata bene. Tutti gli esami fino a una settimana fa erano a posto, non so se realmente la causa è stata la lite ma comunque ha provocato un ritardo. Può essere anche che il gel che le hanno messo le abbia provocato qualche intolleranza”.
Il marito sostiene che sarebbero passate quasi due ore dall’entrata in sala parto della moglie all’inizio dell’intervento chirurgico. Il prof. Granese, direttore dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico di Messina: “I due medici hanno litigato perchè il collega più giovane non ha avvertito quello più anziano, facendo l’induzione al travaglio di parto. Poi uno ha spinto l’altro e hanno litigato. Sono state comunque due teste calde. Quello che è accaduto è inammissibile. Il fatto è accaduto nella pre-sala parto”.
Intanto fortunatamente migliorano le condizioni della donna e di suo figlio. La donna è uscita dalla prognosi riservata. Sta meglio e nei prossimi giorni sarà dimessa”. Migliora anche il piccolo che respira meglio. Da capire se gli arresti cardiaci hanno provocato danni al cervello.