Il ministro degli Esteri riferisce in Parlamento: Italia informata a operazioni in corso. Timori per la chiusura dello stretto di Hormuz e una crisi lunga.
Informazioni arrivate a intervento già avviato
Gli Stati Uniti e Israele hanno agito in autonomia, senza un coordinamento preventivo con i partner europei. A dirlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto in audizione insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera.
“Voglio dirlo con chiarezza, Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire. Germania e Francia hanno detto di non essere stati avvisati, noi siamo stati informati a iniziativa in corso”, ha affermato Tajani.
Il titolare della Farnesina ha spiegato di aver ricevuto comunicazione diretta dal ministro degli Esteri israeliano Israel Katz mentre l’operazione era già in atto. Un passaggio che conferma come l’Italia, così come altri Paesi europei, non abbia partecipato alla fase decisionale preliminare.
Timori per Hormuz e traffico aereo paralizzato
Nel corso dell’audizione, Tajani ha posto l’attenzione sulle conseguenze immediate della risposta iraniana. “La rappresaglia iraniana sta provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione e la chiusura dello stretto di Hormuz”, ha dichiarato.
Lo stretto rappresenta uno snodo strategico per il transito di petrolio e gas verso i mercati internazionali. Un eventuale blocco prolungato potrebbe incidere in modo significativo sui flussi energetici e sulla stabilità dei prezzi.
Il ministro ha inoltre evidenziato il rischio di un’estensione del conflitto oltre i confini attuali, con il possibile coinvolgimento di gruppi armati legati a Teheran. Secondo quanto riferito, il quadro resta fluido e potenzialmente instabile.
Una crisi che può durare settimane
Tajani ha invitato alla prudenza anche sulle prospettive temporali della crisi. “Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime”, ha affermato.
Le valutazioni del governo italiano, emerse durante l’audizione parlamentare, delineano uno scenario in evoluzione, con variabili politiche e militari ancora aperte. L’attenzione resta concentrata sugli sviluppi nella regione e sulle possibili ripercussioni per la sicurezza e l’economia internazionale.
