Il leader di Azione annuncia il suo voto favorevole alla riforma, ma critica il clima acceso e le dichiarazioni sopra le righe nel dibattito pubblico.
La posizione di Carlo Calenda
Ospite della trasmissione In Onda, Carlo Calenda ha chiarito senza ambiguità la propria scelta in vista del referendum sulla giustizia: voterà Sì, perché considera il testo una riforma positiva.
Il leader di Azione ha però preso le distanze dai toni utilizzati da alcuni protagonisti del confronto politico, ritenendo che il livello dello scontro abbia superato il limite dell’utilità per i cittadini.
Critiche ai toni del dibattito
Nel suo intervento, Calenda ha giudicato inappropriate alcune dichiarazioni rilasciate sia dal ministro della Giustizia Carlo Nordio sia dal procuratore Nicola Gratteri, sottolineando come il dibattito su una riforma costituzionale dovrebbe mantenere un profilo più istituzionale.
Secondo Calenda, trasformare una consultazione di questo livello in una competizione a “chi la spara più grossa” rischia di svilire il confronto e allontanare l’attenzione dai contenuti reali della riforma.
Una riforma da discutere nel merito
Pur sostenendo il Sì, il leader centrista ha ribadito che il tema merita un’analisi approfondita e non slogan contrapposti. A suo avviso, i cittadini devono essere messi nelle condizioni di comprendere le modifiche proposte e le loro conseguenze, senza che il dibattito venga oscurato da polemiche personali o attacchi reciproci.
La campagna referendaria entra così nella fase decisiva, con posizioni trasversali rispetto agli schieramenti tradizionali e un confronto che resta acceso, ma che – secondo Calenda – dovrebbe tornare a concentrarsi sui contenuti.
