Il giornalista critica la direzione della telecronaca olimpica e richiama il valore di competenza e responsabilità nei grandi eventi pubblici.
Le parole di Corrado Augias
Nel corso di un intervento pubblico, Corrado Augias ha espresso un giudizio severo sulla conduzione delle telecronache olimpiche da parte del direttore di Rai Sport, Jacopo Petrecca.
Augias ha parlato di una gestione che, a suo avviso, avrebbe mostrato limiti evidenti, sottolineando come un evento di portata mondiale richieda una guida autorevole e all’altezza della responsabilità editoriale. Tra gli aspetti che lo hanno maggiormente colpito, il riferimento fatto dal direttore al fatto di “avere le spalle coperte”.
“Nessuno dovrebbe dirlo”
Proprio quell’espressione è stata indicata da Augias come motivo di particolare perplessità. Secondo il giornalista, in un contesto come quello delle Olimpiadi, la priorità dovrebbe essere la qualità del servizio offerto al pubblico, non la percezione di una protezione interna o di coperture istituzionali.
Il rilievo non riguarda solo il singolo episodio, ma il principio più ampio: chi ricopre ruoli apicali nel servizio pubblico dovrebbe trasmettere senso di responsabilità, autonomia e trasparenza, evitando formule che possano essere interpretate come garanzia politica o personale.
Il ruolo del servizio pubblico
Nel suo intervento, Augias ha richiamato implicitamente il valore del servizio pubblico radiotelevisivo, che in occasioni come i Giochi Olimpici è chiamato a rappresentare il Paese davanti a milioni di spettatori.
Direzione editoriale, qualità tecnica e credibilità sono – secondo questa impostazione – elementi imprescindibili. In eventi di tale rilievo, ha osservato, non basta occupare una posizione di vertice: occorre dimostrare competenza, rispetto per il lavoro della squadra e attenzione verso il pubblico che segue da casa.
