Il ministro degli Esteri ribadisce il sostegno italiano alla soluzione dei due Stati e condanna gli attacchi ai cristiani in Cisgiordania.
La posizione del governo italiano
Il governo italiano si dice contrario a ogni ipotesi di annessione della Cisgiordania da parte di Israele. A chiarirlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo alla Camera durante il question time dedicato alla situazione in Medio Oriente.
Il titolare della Farnesina ha affermato che l’Italia ha “sempre condannato con fermezza gli attacchi dei coloni estremisti contro le comunità e i luoghi di culto cristiani in Cisgiordania” e ha ribadito che la prospettiva di “due Stati che convivono in pace e sicurezza” resta l’obiettivo politico sostenuto dall’esecutivo.
Tajani ha inoltre sottolineato di mantenere un contatto costante con il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, evidenziando come la tutela della libertà religiosa rappresenti una priorità della politica estera italiana. “Sono troppi nel mondo i cristiani uccisi perché cristiani”, ha dichiarato, assicurando l’impegno del governo su questo fronte.
Le reazioni internazionali
Le parole del ministro arrivano in un contesto di crescente tensione diplomatica, dopo che la Germania ha parlato di un possibile “passo verso un’annessione di fatto” della Cisgiordania in seguito all’approvazione, da parte del gabinetto di sicurezza israeliano, di misure volte a rafforzare il controllo sui Territori occupati e ad ampliare gli insediamenti.
Sulla questione è intervenuto anche l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, secondo cui i piani israeliani rappresenterebbero un ulteriore consolidamento di un’annessione considerata illegale dal diritto internazionale. Se attuate, tali decisioni potrebbero accelerare l’espropriazione dei palestinesi e favorire nuovi insediamenti.
L’appello di Abbas
Nel frattempo, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, in visita a Oslo, ha chiesto una “reazione decisa” da parte degli Stati Uniti e della comunità internazionale. Durante una conferenza stampa con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, Abbas ha denunciato anche le violenze dei coloni israeliani e il congelamento di circa quattro miliardi di dollari destinati ai palestinesi.
Il quadro resta segnato da forte instabilità politica e diplomatica, mentre le posizioni degli attori internazionali si intrecciano sul futuro della Cisgiordania e sul rilancio del processo di pace.
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