La ministra del Turismo Daniela Santanchè indagata per il fallimento di Bioera. Restano aperti i fronti Visibilia e Ki Group. Opposizioni chiedono dimissioni.
L’inchiesta su Bioera
Nuovo capitolo giudiziario per Daniela Santanchè. La ministra del Turismo risulta indagata a Milano per un’ulteriore ipotesi di bancarotta legata al fallimento di Bioera, società attiva nel settore del biofood di cui è stata presidente fino al 2021.
L’accusa si aggiunge a quella già nota relativa al crack di Ki Group srl, altra società collegata al medesimo gruppo. Su Ki Group è stata disposta la liquidazione giudiziale nel gennaio 2024, con un passivo superiore agli 8 milioni di euro. Anche in questo caso Santanchè ha ricoperto ruoli apicali fino al 2021.
I procedimenti già in corso
Parallelamente, la ministra è a processo per falso in bilancio in relazione a Visibilia, con riferimento ai bilanci dal 2016 al 2022. Le udienze sono in calendario nelle prossime settimane e la sentenza è attesa tra l’estate e l’autunno del 2026.
È inoltre prevista un’udienza preliminare per l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps, contestazione legata alla gestione della cassa integrazione durante l’emergenza Covid. Su questo procedimento è pendente una decisione della Corte costituzionale in merito al conflitto di attribuzione sollevato dal Senato.
Le reazioni politiche e la posizione della ministra
Le opposizioni hanno più volte sollecitato un passo indietro della ministra o un intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Santanchè, in precedenti dichiarazioni al Corriere della Sera dopo il rinvio a giudizio per il caso Visibilia, aveva affermato di affrontare le accuse con serenità, sostenendo che le contestazioni riguardano aspetti tecnici e valutativi.
La ministra ha inoltre precisato che, qualora la presidente del Consiglio le chiedesse di lasciare l’incarico, sarebbe pronta a farlo. Al momento, tuttavia, non risultano richieste ufficiali in tal senso da parte dell’esecutivo.
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