Monti sul referendum: “Deciderò anche in base a Meloni”

A Otto e Mezzo Mario Monti non scioglie la riserva sul voto al referendum Giustizia e lega la scelta alla posizione della premier su Trump.

Il referendum e la “scadenza” a Meloni

Non ha ancora deciso come voterà al referendum sulla giustizia, ma la sua scelta dipenderà anche dalle mosse di Giorgia Meloni. Ospite di Otto e Mezzo nella puntata del 9 febbraio, Mario Monti ha spiegato di voler valutare alcuni passaggi politici prima di esprimersi in via definitiva.

Il senatore a vita ha parlato di una sorta di “scadenza” personale data alla presidente del Consiglio. Secondo Monti, restano margini per chiarire alcune posizioni, in particolare rispetto ai rapporti con Donald Trump. Sarà anche questo elemento, ha precisato, a incidere sul suo orientamento di voto.

Il caso Pucci e il ricordo di Sanremo

Nel corso della trasmissione, Monti è intervenuto anche sulla polemica legata alla rinuncia del comico Andrea Pucci alla co-conduzione del Festival di Sanremo. La vicenda aveva acceso il dibattito politico nei giorni precedenti.

L’ex presidente del Consiglio ha ricordato quanto accadeva durante il suo governo tecnico, quando – ha osservato – non vi furono interventi dell’esecutivo sul Festival. Ha citato un episodio in cui, sul palco dell’Ariston, Rocco Papaleo e Gianni Morandi fecero un riferimento ironico allo spread, sottolineando come si trattasse di un contesto diverso.

Le critiche alla sinistra e i temi europei

Monti ha poi espresso una valutazione sul clima politico attuale. A suo avviso non si può parlare di una deriva illiberale della sinistra, ma piuttosto di un atteggiamento superficiale nel selezionare i temi di confronto con il governo.

Tra le questioni che, secondo l’ex premier, meriterebbero maggiore attenzione figurano il rispetto dello Stato di diritto negli Stati Uniti e la posizione dell’Italia sul superamento del diritto di veto in Unione Europea. Temi che, ha osservato, appaiono più rilevanti rispetto alle polemiche legate al Festival.

Il referendum sulla giustizia resta dunque al centro del dibattito, mentre Monti mantiene aperta la propria valutazione in attesa di ulteriori sviluppi politici.

Salis rilancia da Strasburgo: “Servono social network pubblici europei”