Meloni non transige: “Non esiste che un immigrato abbia più diritti di un italiano”

La premier su decreto sicurezza, magistratura e riforma della giustizia: “Stop agli automatismi sugli immigrati, pene più dure per le armi bianche”.

Il decreto sicurezza e il caso Torino

“Ancora viva, grazie, lei?”. Con una battuta in apertura a Dritto e Rovescio su Rete 4, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde al saluto del conduttore Paolo Del Debbio. L’intervista si concentra subito sul nuovo decreto sicurezza approvato dal governo e sulle violenze avvenute durante il corteo pro-Askatasuna a Torino.

La premier esprime indignazione per le misure cautelari disposte nei confronti di alcuni manifestanti coinvolti negli scontri con le forze dell’ordine, parlando di un “doppiopesismo” attribuito a una parte della magistratura. Secondo Meloni, un’applicazione non uniforme delle norme rischierebbe di compromettere l’efficacia delle politiche sulla sicurezza.

Il decreto, afferma, rappresenta un tassello di una strategia più ampia, che si affianca al referendum sulla giustizia con l’obiettivo dichiarato di correggere alcune criticità del sistema.

Immigrazione e armi bianche

Tra i punti rivendicati dalla premier c’è la modifica delle regole relative ai ricorsi contro le espulsioni. Meloni sottolinea l’abolizione di un automatismo che prevedeva il pagamento dell’assistenza legale indipendentemente dalla verifica della situazione economica del ricorrente.

Nel provvedimento trovano spazio anche nuove disposizioni sulle armi bianche. In caso di porto senza giustificato motivo di lame superiori a otto centimetri è prevista la reclusione fino a tre anni, mentre per strumenti concepiti per offendere, come i coltelli a scatto, non sarebbe ammessa alcuna giustificazione.

Riforma della giustizia e scontro politico

Nel corso dell’intervista, la presidente del Consiglio torna anche sul tema della riforma della giustizia. Tra i punti indicati figurano la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, il sorteggio dei componenti del Consiglio superiore della magistratura e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati.

Meloni critica le opposizioni, accusandole di aver ostacolato misure volte a rafforzare gli organici delle forze dell’ordine e a garantire maggiore presenza sul territorio. Rivendica inoltre il carattere “di buon senso” della riforma, sostenendo che l’obiettivo sia valorizzare il merito e ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura.