Alla vigilia del secondo giorno di colloqui, il presidente ucraino chiede più pressione su Mosca. “Putin teme solo Trump”. Kiev respinge concessioni sul Donbass.
Pressioni su Mosca e timori di stallo diplomatico
Alla vigilia della seconda giornata del trilaterale di Abu Dhabi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ribadisce che i negoziati devono condurre a una pace effettiva e non trasformarsi in una pausa favorevole alla Russia. Intervistato dall’emittente francese France 2, il capo di Stato insiste sulla necessità di aumentare la pressione su Mosca.
Il primo round di incontri era stato definito “sostanziale e produttivo” dal negoziatore ucraino Rustem Umerov, ma sullo sfondo resta lo scetticismo degli osservatori internazionali sulla possibilità che dal confronto possano emergere soluzioni concrete nel breve periodo. Zelensky sottolinea che non può esserci alcuna trattativa che metta in discussione la sovranità ucraina. A suo giudizio, il presidente russo Vladimir Putin non temerebbe l’Europa, mentre sarebbe più sensibile alle posizioni dell’ex presidente americano Donald Trump.
Dialogo con Putin e ruolo di Macron
Nel corso dell’intervista, Zelensky affronta anche l’ipotesi di un riavvicinamento diretto con il Cremlino, iniziativa sostenuta dal presidente francese Emmanuel Macron. Secondo il leader ucraino, qualsiasi dialogo dovrebbe svolgersi a condizioni precise, evitando che si traduca in un vantaggio strategico per Mosca.
Nei giorni scorsi Emmanuel Bonne, consigliere diplomatico dell’Eliseo, si è recato a Mosca per incontrare funzionari russi, in un tentativo di mantenere aperti i canali diplomatici. Zelensky ritiene tuttavia che la pressione internazionale non sia ancora sufficiente e avverte che la Russia punterebbe ad aumentare le sofferenze della popolazione civile per spingere Kiev ad accettare compromessi penalizzanti.
Donbass, bombardamenti e linea rossa di Kiev
Sul terreno, la situazione resta critica. Dopo una breve pausa nei bombardamenti, le forze russe hanno ripreso gli attacchi contro infrastrutture energetiche, con nuove interruzioni di riscaldamento ed elettricità in diverse aree del Paese, in pieno inverno.
Una delle richieste centrali di Mosca riguarda il ritiro delle truppe ucraine dalle aree ancora sotto controllo di Kiev nella regione di Donetsk. Zelensky ribadisce il rifiuto di cedere territori nel Donbass, considerati strategici per la difesa nazionale. Secondo il presidente, la Russia non avrebbe conseguito risultati decisivi sul campo e continuerebbe a pagare un costo umano elevato per ogni avanzata.
Il capo di Stato non esclude l’ipotesi di congelare temporaneamente il conflitto, definendola una possibile concessione, ma solo a condizione che le posizioni attuali vengano mantenute e che eventuali zone demilitarizzate restino sotto controllo ucraino.
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