Dopo l’addio alla Lega, Roberto Vannacci fonda Futuro Nazionale. Luigi Crespi ne prevede il fallimento. Un sondaggio YouTrend lo stima al 4,2%.
Crespi a L’Aria Che Tira: “Senza Lega non ha struttura”
L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega e l’annuncio del nuovo soggetto politico, Futuro Nazionale, accendono il confronto nel centrodestra. A esprimere scetticismo è Luigi Crespi, intervenuto a L’Aria Che Tira su La7.
Secondo lo spin doctor, il sistema elettorale con soglia al 3% rappresenta un ostacolo difficilmente superabile per una forza politica appena nata. Per ottenere rappresentanza parlamentare, osserva, servirebbe almeno un milione di voti, un risultato che a suo giudizio il generale non sarebbe in grado di raggiungere. Crespi mette in dubbio la capacità organizzativa e la solidità politica del progetto, sostenendo che al di fuori del perimetro del centrodestra Vannacci non avrebbe margini di crescita.
Nel corso dell’intervento, il consulente ha inoltre criticato l’attenzione mediatica riservata al nuovo partito, sostenendo che alcune testate contribuirebbero ad amplificarne il ruolo nel dibattito pubblico.
Il sondaggio YouTrend e la replica di Salvini
Di segno diverso il primo rilevamento che include Futuro Nazionale. Secondo un sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24, il nuovo partito dell’europarlamentare si attesterebbe al 4,2%, un dato superiore alla soglia di sbarramento.
Nel frattempo, dal vertice della Lega arriva una presa di distanza netta. Matteo Salvini ha definito chiusa la vicenda politica con l’ex generale, affermando di voler guardare avanti. Il leader del Carroccio ha ricordato che il seggio a Bruxelles era stato conquistato sotto il simbolo della Lega e ha sottolineato la continuità e la solidità del partito, citando anche un incremento delle nuove adesioni online nelle ore successive alla rottura.
Il confronto tra analisi politiche e rilevazioni demoscopiche alimenta così il dibattito sulle prospettive del nuovo soggetto guidato da Vannacci e sugli equilibri interni al centrodestra.
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