“Fascista chi vota Sì”, bufera sul Pd per il video contro il sì

Polemiche dopo la campagna del Nazareno che associa il sì alla riforma della giustizia al sostegno di Casapound. Critiche interne ed esterne a Elly Schlein.

Il video del Nazareno e le parole di Elly Schlein

Si accende lo scontro politico attorno al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, in programma il 22 e 23 marzo. Al centro della polemica una campagna di comunicazione lanciata dal Partito Democratico, che richiama il sostegno espresso da Casapound alla riforma proposta dal governo guidato da Giorgia Meloni.

Nel messaggio diffuso sui social compare lo slogan “Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione”, accompagnato da immagini di militanti che fanno il saluto romano. In parallelo, intervenendo a diMartedì su La7, la segretaria Elly Schlein ha affermato che chi sostiene il sì “non è ben accompagnato”.

La linea comunicativa ha generato immediate reazioni, anche all’interno dello stesso partito, dove sulla riforma le posizioni risultano articolate.

Le critiche dal Pd e dagli altri sostenitori del sì

Dalla delegazione dem al Parlamento europeo arriva una presa di distanza. Pina Picierno definisce la campagna “gravemente insultante”, annunciando che voterà sì insieme ad altri elettori e militanti. Sulla stessa linea Elisabetta Gualmini, che parla di un livello di polemica inaccettabile.

Il tema si intreccia anche con precedenti prese di posizione interne. Alcuni esponenti, come Goffredo Bettini e Debora Serracchiani, in passato si erano espressi a favore della separazione delle carriere, mentre ora sostengono il no.

Dall’area favorevole alla riforma intervengono anche altre voci. Alessandro Sallusti, portavoce del Comitato “Sì Riforma”, richiama il precedente del referendum costituzionale del 2016, sottolineando che allora anche Casapound votò no, come la stessa Schlein. Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, critica l’associazione tra voto favorevole e ambienti estremisti.

Reazioni politiche e tensione in vista del voto

Le critiche non arrivano solo dall’interno del Pd. Cristina Almici di Fratelli d’Italia definisce il video offensivo e inaccettabile. Duro anche Andrea Marcucci, presidente del Partito Liberaldemocratico, che parla di un attacco gratuito. Interviene infine Antonio Di Pietro, impegnato nella campagna per il sì, contestando la linea comunicativa adottata.

La vicenda alimenta tensioni a poche settimane dal voto referendario, con un confronto sempre più acceso sia tra le forze politiche sia all’interno degli stessi schieramenti.

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