La campagna per il referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia si infiamma sui social. Un post del Partito Democratico ha acceso lo scontro politico e anche interno al partito.
Nel messaggio pubblicato dai dem si legge: “Loro votano sì. Ricordagli che la Costituzione è antifascista. Vota no per difendere la Costituzione”. A corredo, immagini di un raduno di camicie nere durante il rito del “presente”.
L’assist di CasaPound e la strategia dem
Il post arriva dopo una nota di CasaPound che invita a votare sì al referendum. “Chi ama l’Italia vota sì”, si legge nel comunicato del movimento, che parla di riforma necessaria per superare “clientelismo giudiziario” e “carriere costruite sulle correnti”.
Il Pd ha scelto di collegare quella presa di posizione alla propria linea per il no, puntando sul richiamo all’identità antifascista della Costituzione. Una scelta comunicativa forte, pensata per polarizzare lo scontro.
Le critiche interne: interviene Picierno
Non tutti, però, hanno condiviso l’impostazione. L’europarlamentare Pina Picierno ha definito la linea “gravemente insultante e svilente”, prendendo le distanze dall’assimilazione tra voto sì e fascismo. “Sono colpita e addolorata da una deriva comunicativa sempre più polarizzante”, ha scritto.
Anche la giornalista Gaia Tortora ha criticato il post, spiegando di voler votare sì senza riconoscersi minimamente in CasaPound: “Voto sì e non sono fascista”.
La replica di Schlein
La segretaria Elly Schlein non ha arretrato. Ospite a DiMartedì, ha ribadito la linea: “È arrivata una nota di CasaPound che dice di votare sì. Mi sembra che quelli che votano sì non siano ben accompagnati”.
Il referendum, che verte sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere, si conferma così terreno di scontro non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno degli stessi schieramenti.
In campagna elettorale la tentazione di alzare i toni è sempre forte. Il rischio, però, è che lo scontro simbolico finisca per oscurare il merito della riforma. E alla fine, più che convincere, irrigidisca posizioni già distanti.
