Pd, M5s, Avs e Iv presentano al Senato una risoluzione comune sui fatti di Torino. Conte sottolinea l’iniziativa dei 5 Stelle. Undici impegni al governo.
Conte rivendica l’iniziativa dopo le comunicazioni di Matteo Piantedosi
Le forze di opposizione presentano al Senato un testo condiviso in risposta alle comunicazioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sui disordini avvenuti a Torino. A sottoscriverlo sono i capigruppo di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva.
Il documento arriva dopo un passaggio televisivo del leader pentastellato Giuseppe Conte, intervenuto a L’Aria Che Tira su La7, dove ha precisato che la risoluzione nasce da un’iniziativa del Movimento 5 Stelle, successivamente condivisa dagli altri gruppi di opposizione. Poche ore dopo, il testo è stato formalmente depositato a Palazzo Madama.
Undici punti su ordine pubblico, organici e mezzi alle forze dell’ordine
La risoluzione, articolata in undici punti, impegna l’esecutivo a non ricorrere alla decretazione d’urgenza in materia di ordine pubblico, pur ribadendo la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini. Secondo i firmatari, eventuali interventi normativi dovrebbero seguire il percorso parlamentare ordinario, così da assicurare un confronto trasparente e nel rispetto dei limiti costituzionali.
Il testo esprime una condanna netta per gli episodi di violenza registrati durante le manifestazioni e, allo stesso tempo, manifesta solidarietà agli agenti coinvolti. Viene inoltre richiesto il completamento della pianta organica delle forze di pubblica sicurezza oltre il semplice turnover, insieme al potenziamento di mezzi, dotazioni individuali e servizi logistici.
Tra le proposte figura il rafforzamento dei presìdi sul territorio nazionale, calibrato sugli indici di criminalità e sulle condizioni di vulnerabilità sociale delle diverse aree. I gruppi chiedono anche il rientro in Italia degli agenti attualmente impiegati in Albania, ritenendo prioritario il loro utilizzo sul territorio nazionale.
Manifestazioni e diritti costituzionali al centro del confronto
Un altro passaggio centrale riguarda la gestione delle manifestazioni pubbliche. La risoluzione invita il governo a isolare e controllare i gruppi che ricorrono alla violenza, evitando però misure che possano comprimere il diritto di manifestare garantito dall’articolo 17 della Costituzione.
Il documento sollecita inoltre l’esecutivo ad astenersi dall’adottare provvedimenti amministrativi che incidano sulla libertà personale al di fuori delle garanzie previste dall’articolo 13 della Carta, escludendo interventi ritenuti arbitrari o sproporzionati.