Dibattito acceso tra maggioranza e opposizioni sui fatti di Torino. Accuse reciproche di propaganda e strumentalizzazione, oggi atteso il voto sulle risoluzioni.
Camera e Senato divisi dopo l’intervento di Piantedosi
Il confronto parlamentare sui disordini avvenuti a Torino si è trasformato in uno scontro frontale tra centrodestra e opposizioni. Dopo l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’ipotesi di un documento condiviso tra le forze politiche è rapidamente tramontata.
Alla Camera le critiche si sono concentrate sull’impostazione dell’intervento del ministro, accusato dalle opposizioni di aver richiamato all’unità solo formalmente, utilizzando invece i fatti per alimentare la contrapposizione politica. Il responsabile Sicurezza del Pd, Matteo Mauri, ha parlato di “propaganda” e “strumentalizzazione”, respingendo le accuse rivolte ai manifestanti e alle forze politiche di opposizione.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a DiMartedì su La7, ha definito “gravissima” la presunta strumentalizzazione dei fatti, contestando l’uso politico degli episodi anche in relazione alla campagna referendaria.
Tensione al Senato e accuse incrociate
Il clima è apparso ancora più teso al Senato, dove lo scontro si è esteso al calendario dei lavori. Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di aver imposto con il voto la trasformazione dell’informativa in comunicazioni con risoluzione finale.
Il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Francesco Boccia, ha parlato di un tentativo di usare il tema della sicurezza “come clava politica”.
Per il Movimento 5 Stelle, l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino ha respinto le accuse di connivenza, ricordando la propria esperienza personale sotto scorta. In un video diffuso sui social, il leader del M5S Giuseppe Conte ha espresso solidarietà all’agente ferito, chiedendo però coerenza nell’azione del governo su altre emergenze.
Dura anche la presa di posizione di Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha accusato il ministro di aver alzato il livello dello scontro politico. Riccardo Magi di +Europa ha espresso preoccupazione per il possibile utilizzo del nuovo decreto sicurezza.
Le posizioni centriste e il voto sulle risoluzioni
Più vicine alla maggioranza le valutazioni di Azione. A Montecitorio Ettore Rosato ha parlato di una responsabilità diffusa nel contrasto all’illegalità, sottolineando la necessità di combatterla senza ambiguità.
Italia Viva, con Maria Elena Boschi, ha manifestato disponibilità a collaborare sul tema sicurezza, pur criticando l’eventuale ricorso a nuovi provvedimenti ritenuti “decreti spot”.
Il confronto proseguirà con il voto sulle risoluzioni, che segnerà un ulteriore passaggio in un dibattito politico rimasto lontano da qualsiasi intesa bipartisan.