Camera, Bonelli ricorda l’agente Marino: tensione con Piantedosi
In Aula il deputato di Avs richiama la manifestazione del 1973 a Milano e la morte dell’agente Antonio Marino. Botta e risposta con il ministro dell’Interno.
Il riferimento al 12 aprile 1973 in Aula
Intervento dai toni accesi alla Camera durante il dibattito sulla sicurezza. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha riportato l’attenzione su un episodio storico avvenuto a Milano il 12 aprile 1973.
“Era il pomeriggio di giovedì 12 aprile 1973. Quel giorno fu indetta una manifestazione del Movimento Sociale e del Fronte della Gioventù con l’obiettivo dichiarato di protestare contro la violenza della sinistra. Quella manifestazione fu vietata dalla Questura di Milano per gravi motivi di ordine pubblico”, ha ricordato Bonelli nel suo intervento.
Il deputato ha ricostruito che nonostante il divieto, la manifestazione si svolse ugualmente e in quel contesto venne lanciato un ordigno che provocò la morte dell’agente Antonio Marino. “Ancora oggi noi ricordiamo quella memoria di quell’agente. Voi non potete dare lezioni a nessuno, perché non avete fatto i conti con la storia, vi è chiaro?”, ha aggiunto rivolgendosi ai banchi della maggioranza.
Nel passaggio del suo intervento, Bonelli ha citato anche la presenza, in quella manifestazione, di esponenti dell’epoca del Movimento Sociale, tra cui Ignazio La Russa, oggi presidente del Senato, e Romano La Russa, attuale assessore in Lombardia.
Lo scambio con Piantedosi
L’intervento si è poi trasformato in un confronto diretto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presente in Aula.
“Eviti di ridere, ministro. Non posso pensare che quando parlo qualcuno faccia sorrisini, non lo consento né a lei né a Meloni”, ha detto Bonelli, chiedendo rispetto per il tema evocato.
Il clima in Aula è apparso teso, con reazioni dai diversi gruppi parlamentari. Il riferimento a una pagina drammatica degli anni di piombo ha riacceso il confronto politico nel contesto del dibattito più ampio sulla gestione dell’ordine pubblico e sulle responsabilità storiche delle forze politiche.
