A 5 Minuti confronto acceso tra Bruno Vespa e Angelo Bonelli sui fatti di Torino. Dibattito su responsabilità politiche e diritto di manifestare.
Il faccia a faccia su Rai 1
La guerriglia urbana di Torino è finita al centro del confronto andato in onda a 5 Minuti, il programma condotto da Bruno Vespa su Rai 1. Ospite in studio il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, chiamato a rispondere sulla partecipazione di esponenti del partito al corteo pro-Askatasuna degenerato in scontri.
Vespa ha chiesto conto della presenza di rappresentanti Avs a una manifestazione i cui possibili esiti violenti erano stati indicati come prevedibili. Bonelli ha rivendicato la distinzione tra manifestanti pacifici e gruppi responsabili delle aggressioni, sostenendo che chi protesta senza compiere reati non può essere ritenuto responsabile delle azioni di altri.
Le responsabilità politiche e il ruolo del Viminale
Nel corso dell’intervista, il conduttore ha richiamato la presenza di dirigenti locali e nazionali di Avs al corteo, sollevando il tema della responsabilità politica. Bonelli ha replicato che eventuali azioni criminali sarebbero state pianificate all’insaputa dei partecipanti pacifici e ha fatto riferimento al compito delle autorità di prevenire e fermare le violenze.
Nel botta e risposta è stato evocato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con Vespa che ha incalzato l’ospite sulla coerenza tra la partecipazione alla manifestazione e le critiche rivolte al Viminale.
Il confronto si è allargato a precedenti episodi di disordini, tra cui l’assalto alla sede della Cgil durante le proteste del 2021, con Vespa che ha ricordato gli arresti eseguiti in quell’occasione.
La chiusura sul piano personale
Nella parte finale dell’intervista, Vespa ha fatto riferimento alla figura del padre di Bonelli, ex carabiniere ultracentenario, chiedendo se avesse apprezzato la partecipazione al corteo. Il leader di Avs ha risposto negativamente, ribadendo comunque la difesa del diritto di manifestare pacificamente.
L’intervista ha messo in evidenza le diverse letture politiche sui fatti di Torino, tra richieste di condanna senza ambiguità delle violenze e rivendicazione della legittimità delle proteste non violente.