Decreto sicurezza, l’appello di Meloni: “Votiamo insieme”

Dopo gli scontri di Torino il governo prepara nuove misure sulla sicurezza. Meloni chiede collaborazione alle opposizioni, Lega spinge per un decreto più ampio.

Il vertice a Chigi dopo i fatti di Torino

Trovare una sintesi sulle nuove norme in materia di sicurezza da portare al Consiglio dei ministri convocato mercoledì alle 17, evitando rilievi del Quirinale e tentando un’intesa parlamentare. È questo l’obiettivo della riunione presieduta a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo la visita agli agenti feriti all’ospedale Le Molinette di Torino.

Al tavolo, oltre ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Carlo Nordio (Giustizia) e Guido Crosetto (Difesa), insieme ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e ai vertici delle forze di polizia.

Al termine del vertice, il governo ha sottolineato la necessità di evitare divisioni in una fase delicata, anche alla luce del confronto avviato con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. L’esecutivo ha dato mandato ai capigruppo di maggioranza di sondare la possibilità di una risoluzione unitaria sulla sicurezza da votare in Parlamento in occasione delle relazioni di Piantedosi.

Il confronto con le opposizioni

L’ipotesi di una risoluzione comune si intreccia con il calendario parlamentare: Piantedosi è atteso alla Camera dei Deputati e successivamente al Senato per un’informativa sugli scontri di Torino. Non è escluso che l’informativa possa essere trasformata in comunicazioni formali, aprendo alla possibilità di votazioni.

Dal fronte delle opposizioni, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha dichiarato disponibilità al dialogo, ma a condizione che il governo sia pronto ad accogliere proposte su organici delle forze dell’ordine, fondi per la sicurezza urbana e perseguibilità d’ufficio di alcuni reati. Più prudente la posizione del Pd, che rimanda ogni valutazione al confronto sui singoli provvedimenti in Aula.

Le misure allo studio

Sul tavolo del Consiglio dei ministri ci sono sia un disegno di legge sia un decreto legge. La Lega spinge per un intervento ampio, con norme che includano stretta sui coltelli, rafforzamento delle polizie locali, aumento dei militari impiegati nell’operazione “Strade Sicure” e misure preventive per le manifestazioni.

Tra le ipotesi più discusse figurano il fermo preventivo di soggetti ritenuti pericolosi, lo sgombero delle occupazioni abusive e una cauzione per gli organizzatori dei cortei. Tuttavia, non mancano perplessità giuridiche, in particolare sul principio di responsabilità oggettiva e sul rispetto dei criteri di necessità e urgenza richiesti per un decreto.

Secondo le valutazioni in corso, nel testo potrebbero confluire inizialmente misure come il divieto di vendita di coltelli ai minori e uno “scudo legale” per gli agenti, con tutela delle spese processuali e modifiche alle modalità di iscrizione nel registro degli indagati.

Il confronto resta aperto, con il governo impegnato a definire il perimetro delle norme e le opposizioni chiamate a decidere se convergere su un testo condiviso o mantenere un confronto serrato in Parlamento.

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