Virus Nipah, due casi in India: cos’è, come si trasmette e perché in Europa il rischio resta basso

Il ritorno del virus Nipah in India riaccende l’attenzione: elevata mortalità, possibile encefalite, ma per l’Europa al momento nessun allarme concreto.

Cos’è il virus Nipah e dove è endemico

Il virus Nipah è tornato al centro dell’attenzione dopo la segnalazione di due casi nel Bengala occidentale, in India. Si tratta di un patogeno appartenente alla famiglia dei Paramyxoviridae, identificato per la prima volta nel 1999 in Asia meridionale.

Da allora sono stati registrati focolai in Bangladesh, Malesia, Singapore e India. In alcune aree dell’Asia il virus è considerato endemico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo include tra i patogeni da monitorare per il potenziale epidemico.

Il serbatoio naturale è rappresentato dai pipistrelli della frutta, che possono contaminare alimenti attraverso saliva, urine o feci. In passato sono stati coinvolti anche suini come ospiti intermedi, con trasmissione all’uomo soprattutto tra allevatori e lavoratori dei mattatoi.

Come avviene il contagio e quali sono i sintomi

Il contagio può avvenire:

  • per contatto diretto con animali infetti
  • attraverso il consumo di frutta o bevande contaminate
  • più raramente da persona a persona tramite fluidi corporei

Il periodo di incubazione varia in genere tra 4 e 14 giorni, ma può essere più lungo. I sintomi iniziali sono simili a quelli influenzali: febbre improvvisa, dolori muscolari, cefalea, mal di gola e vomito.

In alcuni pazienti, dopo pochi giorni, la malattia può evolvere in encefalite o meningite. Il tasso di mortalità stimato oscilla tra il 40% e il 75%. Anche nei casi di guarigione possono persistere disturbi neurologici come crisi epilettiche o alterazioni dell’umore.

Il rischio per l’Europa e le raccomandazioni

Secondo l’Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il rischio di infezione per cittadini europei che viaggiano nelle zone interessate è molto basso, soprattutto seguendo normali misure igieniche.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università degli Studi di Milano, ha spiegato che “il virus Nipah va monitorato per la sua elevata letalità, ma al momento non esiste un rischio concreto per l’Italia o per l’Europa”. I casi segnalati in India risultano circoscritti a operatori sanitari e non indicano una diffusione comunitaria.

In Italia, inoltre, non sono presenti i pipistrelli della frutta responsabili della trasmissione primaria.

Le raccomandazioni per chi viaggia in aree endemiche includono:

  • evitare il contatto con animali selvatici o domestici potenzialmente infetti
  • non consumare frutta raccolta direttamente dagli alberi
  • evitare succo fresco di palma da datteri crudo
  • lavare, sbucciare e cuocere adeguatamente gli alimenti

Attualmente non esistono vaccini o terapie specifiche contro il virus Nipah. La strategia resta quella della sorveglianza sanitaria e della prevenzione, con controlli rafforzati nei Paesi asiatici interessati.

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