Il matematico commenta le tensioni legate ad Askatasuna: distingue tra corteo pacifico e violenze, difende la protesta giovanile e cita Mandela.
Torino, le parole di Odifreddi sugli scontri
Le tensioni seguite alla manifestazione torinese collegata all’area di Askatasuna continuano ad alimentare il dibattito pubblico. A intervenire è stato Piergiorgio Odifreddi, che in un’intervista a La Stampa ha distinto nettamente tra la partecipazione pacifica di migliaia di persone e gli episodi di violenza verificatisi durante il corteo.
Secondo il matematico, le frange più aggressive sarebbero state numericamente ristrette e non rappresentative del movimento nel suo complesso. Ha inoltre ipotizzato che possano esserci stati provocatori, sottolineando come “pietre e botte” finiscano per danneggiare la stessa causa che si intende sostenere.
Gaza, i giovani e il paragone con Mandela
Nel suo ragionamento, Odifreddi ha collegato la mobilitazione giovanile al conflitto a Gaza, sostenendo che le nuove generazioni sentano il bisogno di esprimere dissenso. Ha ricordato come, in passato, altre generazioni si siano mobilitate contro la guerra in Vietnam o in Iraq.
Ha inoltre citato il discorso pronunciato da Nelson Mandela durante il processo che lo portò alla condanna all’ergastolo, richiamando il passaggio in cui il leader sudafricano spiegava l’evoluzione delle forme di protesta nel contesto dell’apartheid. Il riferimento ha suscitato reazioni critiche in ambito televisivo, dove il parallelo è stato oggetto di confronto acceso.
Odifreddi ha ribadito di non aver partecipato personalmente alla manifestazione torinese, ma di conoscere parte dei giovani coinvolti, descrivendoli come animati dal desiderio di farsi ascoltare.
Il progetto Askatasuna e la posizione sul sindaco
Sulla gestione politica della vicenda, il matematico ha ricordato di aver guardato con favore all’ipotesi di un percorso istituzionale per la realtà di Askatasuna, progetto inizialmente valutato dall’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Lo Russo. A suo giudizio, il numero delle persone stabilmente presenti nello stabile prima dello sgombero sarebbe stato limitato, mentre il dispiegamento di forze successive avrebbe avuto un impatto molto visibile nel quartiere.
Il dibattito resta acceso tra chi sottolinea la necessità di garantire ordine pubblico e chi rivendica il diritto alla protesta e al dissenso politico. Le parole di Odifreddi si inseriscono in un confronto che continua a dividere opinione pubblica e forze politiche.
