Teheran autorizza negoziati limitati al dossier nucleare con Washington. Nessun ultimatum ricevuto, mediatori regionali al lavoro per definire tempi e modalità.
Pezeshkian ordina il dialogo con Washington
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha disposto l’avvio di colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Fars, che ha precisato come il mandato riguardi esclusivamente la questione atomica, senza estensioni ad altri dossier politici o militari.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, ai negoziati dovrebbero partecipare il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Non sono ancora stati indicati né una data né una sede ufficiale, ma tra le ipotesi circolate nelle ultime ore figura la Turchia come possibile luogo dell’incontro.
L’iniziativa arriva in una fase di forte tensione regionale, con Washington che nei giorni scorsi aveva valutato diverse opzioni strategiche nei confronti di Teheran.
Teheran: “Nessun ultimatum dagli Stati Uniti”
Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri Ismail Baghaei ha escluso che l’Iran abbia ricevuto ultimatum da parte americana per chiudere un accordo sul nucleare.
“Agiamo sempre con serietà nei processi diplomatici, ma non accettiamo ultimatum”, ha dichiarato, sottolineando che eventuali pressioni non rientrano nella dinamica attuale del confronto.
Baghaei ha spiegato che Paesi della regione stanno facilitando lo scambio di messaggi tra le due parti e che nei “prossimi giorni” potrebbe essere definito un quadro operativo per i negoziati. In questa fase, ha aggiunto, si stanno valutando metodo, fasi e condizioni del processo diplomatico.
Arresti per le proteste interne
Parallelamente all’apertura sul fronte internazionale, le autorità iraniane hanno annunciato l’arresto di quattro cittadini stranieri, accusati di aver preso parte alle recenti proteste interne.
La televisione di Stato ha riferito che gli arresti sono avvenuti nella provincia di Teheran durante un’operazione mirata. Secondo quanto comunicato, durante la perquisizione sarebbe stato rinvenuto materiale esplosivo artigianale, tra cui bombe stordenti.
Le autorità non hanno fornito dettagli sulle nazionalità dei fermati né sulla data esatta dell’operazione. L’annuncio si inserisce nel contesto della repressione delle manifestazioni che nelle scorse settimane hanno attraversato diverse aree del Paese.