Draghi: “Ordine mondiale defunto, l’Europa rischia subordinazione e declino industriale”

All’Università di Lovanio l’ex premier avverte: il sistema multilaterale nato nel dopoguerra è finito. Solo un’Europa unita può evitare frammentazione e perdita di competitività.

Draghi a Lovanio: “Il mondo delle regole non c’è più”

L’ordine internazionale fondato sul multilateralismo dopo la Seconda guerra mondiale è ormai “defunto”. È il giudizio netto espresso da Mario Draghi, intervenuto all’Università di Lovanio, nelle Fiandre, dove ha ricevuto la laurea honoris causa.

Secondo l’ex presidente della Banca centrale europea, il contesto globale è cambiato radicalmente. Gli Stati Uniti – ha osservato – stanno imponendo dazi all’Europa, mettono in discussione interessi territoriali e, per la prima volta, considerano la frammentazione politica europea funzionale ai propri obiettivi strategici. Un segnale, a suo avviso, di un equilibrio internazionale ormai superato.

Draghi ha delineato uno scenario in cui l’Europa rischia di trovarsi “subordinata, divisa e deindustrializzata” se non sarà capace di reagire con decisioni comuni e coordinate.

“Agire come Stati Uniti d’Europa”

Nel suo intervento, l’ex premier ha indicato una possibile via d’uscita: rafforzare l’integrazione europea fino a una vera capacità di azione condivisa. Solo “agendo insieme come Stati Uniti d’Europa” – ha spiegato – il continente potrà recuperare fiducia, orgoglio e prospettiva strategica.

Draghi ha citato anche il caso della Groenlandia come esempio di una nuova consapevolezza europea. Di fronte a pressioni esterne, l’Unione avrebbe scelto di resistere anziché adattarsi, avviando una valutazione strategica delle proprie leve economiche e politiche. Un passaggio che, secondo l’ex presidente della BCE, dimostra quanto sia essenziale chiarire quali strumenti l’Europa abbia realmente a disposizione.

Competitività, il vertice convocato da Costa

Nel frattempo, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha invitato Draghi ed Enrico Letta a partecipare al vertice informale sulla competitività del 12 febbraio ad Alden Biesen, in Belgio. L’obiettivo è confrontarsi sull’evoluzione delle proposte contenute nei loro rapporti dedicati al rilancio economico dell’Unione.

Costa ha spiegato che le riflessioni emerse confluiranno nella preparazione del Consiglio europeo formale di marzo. Sul tavolo resta il tema centrale indicato da Draghi: come evitare che l’Europa perda peso strategico e capacità industriale in un contesto globale sempre più competitivo e meno regolato.

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