Torino, scontri al corteo pro-Askatasuna: Meloni parla di “guerriglia urbana”

Violenti disordini a Torino durante la protesta contro lo sgombero di Askatasuna. Meloni condanna gli attacchi a Polizia e giornalisti e chiede fermezza.

Scontri a Torino durante il corteo per Askatasuna

Alta tensione nel pomeriggio a Torino, dove il corteo organizzato in opposizione allo sgombero dello stabile occupato Askatasuna è degenerato in violenti scontri. Durante la manifestazione si sono verificati lanci di oggetti, bombe carta e danneggiamenti, fino al coinvolgimento di un mezzo blindato della Polizia.

Sull’accaduto è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un messaggio pubblicato su X ha definito quanto avvenuto “grave e inaccettabile”. La premier ha parlato di uno sgombero ritenuto legittimo trasformato, a suo avviso, in un pretesto per mettere in atto azioni violente contro le Forze dell’ordine.

Nel corso dei disordini un agente è stato circondato e colpito da più persone, episodio documentato in un video circolato nelle ore successive. La presidente del Consiglio ha sostenuto che le immagini mostrerebbero comportamenti assimilabili a un attacco organizzato contro lo Stato.

Aggressioni a Polizia e giornalisti

Nel bilancio della giornata risultano coinvolti anche alcuni operatori dell’informazione. Una troupe della Rai sarebbe stata aggredita mentre documentava la manifestazione. L’azienda ha espresso una ferma condanna per l’accaduto, ribadendo la necessità di tutelare il lavoro dei propri giornalisti.

Meloni ha espresso solidarietà sia alle Forze dell’ordine sia ai cronisti presenti, oltre ai cittadini che avrebbero subito danni a causa dei disordini. Secondo la premier, gli episodi verificatisi non rientrerebbero nell’ambito del dissenso politico ma configurerebbero atti di violenza deliberata contro le istituzioni.

L’appello alla Magistratura

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha richiamato anche il ruolo della Magistratura, sottolineando la necessità che vengano applicate con rigore le norme esistenti. Il Governo, ha affermato, avrebbe già rafforzato gli strumenti normativi per contrastare fenomeni di impunità.

Secondo la premier, la difesa della legalità rappresenta un dovere dello Stato e non una provocazione. Ha quindi ribadito la linea dell’esecutivo nel sostenere chi opera in divisa e chi svolge attività di informazione, affermando che lo Stato non intende arretrare di fronte a episodi di violenza urbana.

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