Tajani: “Più peso all’Europa, pronti a inviare Carabinieri a Rafah”

Il ministro Antonio Tajani parla di Iran, Medio Oriente e Crans Montana. Critiche all’Unione europea e disponibilità italiana per missioni di supporto e pace.

Europa da riformare e ruolo dell’Italia

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani interviene sui principali dossier internazionali, indicando la necessità di rafforzare il peso politico dell’Europa nello scenario globale.

Secondo Tajani, l’Unione europea deve evolversi rispetto all’assetto attuale. Pur riconoscendone il valore strategico, il titolare della Farnesina ha evidenziato la necessità di un cambiamento interno per renderla più incisiva. L’Italia, ha sottolineato, non può competere da sola con potenze come Stati Uniti, Cina o Russia, ma all’interno di un’Europa più coesa può contribuire in modo determinante alle scelte economiche e diplomatiche.

Nel quadro delle prospettive di allargamento, Tajani ha richiamato l’importanza dell’integrazione dei Paesi balcanici e il rafforzamento del dialogo con partner chiave come la Germania.

Iran e Medio Oriente: spazio al dialogo

Sul fronte iraniano, il ministro ha ribadito la linea italiana favorevole alla soluzione diplomatica delle tensioni in corso. L’Italia, ha spiegato, segue l’evoluzione della situazione con attenzione, mantenendo come priorità la ricerca di un canale di dialogo.

Per quanto riguarda il Medio Oriente, Tajani ha annunciato la disponibilità dell’Italia a contribuire a missioni di supporto. In particolare, ha indicato la possibilità di inviare istruttori dell’Arma per la formazione delle forze di polizia palestinesi, anche attraverso programmi da svolgere in Paesi terzi come Giordania o Egitto. Apertura anche a un eventuale impiego di Carabinieri presso il valico di Rafah e a un rafforzamento delle attività già in corso in Cisgiordania.

Crans Montana, collaborazione con la Svizzera

Tajani ha affrontato anche il tema dell’inchiesta legata alla strage di Crans-Montana, affermando che le richieste avanzate dall’Italia sarebbero state accolte. In particolare, il Cantone competente avrebbe deciso di coinvolgere formalmente le autorità italiane nell’indagine.

Secondo il ministro, si tratterebbe di un passo nella direzione auspicata da Roma, volto a garantire piena collaborazione tra le istituzioni dei due Paesi.

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