Minnesota, giudice respinge lo stop ai controlli federali sull’immigrazione

No all’ingiunzione richiesta dal Minnesota contro l’operazione federale Operation Metro Surge. Il tribunale rinvia la decisione definitiva sul piano dell’amministrazione Trump.

Il tribunale: nessuno stop immediato all’operazione

Un giudice federale ha respinto la richiesta avanzata dallo Stato del Minnesota per limitare l’operazione di rafforzamento dei controlli sull’immigrazione promossa dall’amministrazione di Donald Trump.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, la giudice distrettuale Kate Menendez ha stabilito che le autorità statali e locali non hanno dimostrato in modo sufficiente l’illegittimità del massiccio dispiegamento di agenti federali nell’area delle Twin Cities, che comprende Minneapolis e Saint Paul.

L’operazione, denominata “Operation Metro Surge”, prevede l’impiego di migliaia di agenti federali per intensificare i controlli sull’immigrazione nell’area metropolitana.

Le motivazioni del giudice

Pur respingendo l’ingiunzione preliminare, la giudice Menendez ha precisato che la decisione non rappresenta una sentenza definitiva sul merito della causa. Il procedimento proseguirà e la questione sarà riesaminata nelle fasi successive del contenzioso.

Nel provvedimento, il tribunale ha riconosciuto l’impatto significativo dell’operazione sulla popolazione locale, ma ha ritenuto che un blocco immediato avrebbe potuto compromettere l’applicazione delle leggi federali in materia di immigrazione. Secondo il giudice, lo Stato non ha soddisfatto i requisiti giuridici necessari per ottenere una sospensione urgente delle attività federali.

La causa e lo scontro istituzionale

Il Minnesota aveva avviato l’azione legale il 12 gennaio, accusando le autorità federali di aver condotto operazioni invasive e militarizzate nelle Twin Cities, con effetti negativi sulla sicurezza pubblica. Tra gli elementi richiamati nella causa figurano anche episodi violenti verificatisi durante i controlli.

Dal canto suo, la Casa Bianca ha difeso l’operazione come una misura legittima di contrasto all’immigrazione irregolare, sostenendo che lo Stato non possa interferire con l’applicazione delle norme federali. Nell’area sarebbero impiegati circa 3.000 agenti appartenenti a Ice e Cbp.

La decisione della giudice Menendez, nominata durante la presidenza di Joe Biden, mantiene quindi in vigore l’operazione federale, rinviando al prosieguo del processo la valutazione definitiva sulla sua legittimità costituzionale.

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