“Dopo i nove anni una bambina è adulta”: bufera dopo le parole dell’imam di Brescia

Dichiarazioni di un imam a Fuori dal coro scatenano polemiche. Il Secolo d’Italia lancia un sondaggio: larga maggioranza favorevole all’espulsione.

Le frasi dell’imam e il servizio di Fuori dal coro

Sta facendo discutere un video trasmesso dalla trasmissione Fuori dal coro, in onda su Rete 4 e condotta da Mario Giordano. Nel servizio, un imam di Brescia avrebbe sostenuto che, secondo la propria interpretazione religiosa, una bambina dopo i nove anni potrebbe essere considerata adulta e quindi sposabile.

Le parole, riprese dall’inviato della trasmissione, hanno immediatamente sollevato un’ondata di reazioni politiche e mediatiche. La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sui limiti della libertà religiosa e sul rispetto delle normative italiane in materia di tutela dei minori.

Il sondaggio del Secolo d’Italia

A seguito della diffusione del video, Secolo d’Italia ha promosso un sondaggio online per chiedere ai lettori se l’imam autore delle dichiarazioni debba essere espulso dall’Italia.

Secondo i dati pubblicati dal quotidiano, il 94,6% dei partecipanti si è espresso a favore dell’espulsione, ritenendo incompatibili con l’ordinamento italiano posizioni che riguardino i diritti dei minori e la disciplina matrimoniale. Una quota pari al 4,6% ha invece invitato a verificare con attenzione l’identità del religioso e il contesto delle affermazioni prima di eventuali provvedimenti, mentre lo 0,8% ha parlato di episodio isolato da non generalizzare.

Il risultato del sondaggio evidenzia un orientamento netto tra i votanti, anche se si tratta di una consultazione non scientifica e limitata al pubblico del sito.

Altri episodi e il clima di tensione

Nel dibattito sono stati richiamati anche altri casi finiti al centro dell’attenzione mediatica, come quello che ha coinvolto l’imam torinese Mohamed Shahin. Le polemiche si sono intrecciate con il tema della sicurezza e delle tensioni sociali, già riaccese in città da manifestazioni e proteste legate ad ambienti antagonisti come quelli di Askatasuna.

La vicenda rilancia il confronto pubblico su integrazione, rispetto delle leggi italiane e limiti della libertà religiosa. L’eventuale adozione di provvedimenti nei confronti dell’imam resta comunque affidata alle autorità competenti, chiamate a verificare i fatti e le responsabilità.

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