Cacciari: “In Costituzione non c’è scritto antifascismo”

A Otto e mezzo Massimo Cacciari interviene sul caso Casapound e contesta l’idea della “patente antifascista” come requisito per fare politica.

Nel corso della puntata di Otto e mezzo, il talk di La7 condotto da Lilli Gruber, ospite in studio è stato Massimo Cacciari. Il filosofo è intervenuto nel dibattito nato attorno alla presenza di un esponente di Casapound a Montecitorio, prendendo posizione contro quella che ha definito l’idea di una necessaria “patente antifascista” per partecipare alla vita politica.

Mentre la conduttrice stava introducendo il tema dello scontro istituzionale della giornata, Cacciari ha interrotto sottolineando che nella Costituzione italiana “non c’è scritta la parola antifascismo”.

“Non è una Costituzione contro qualcuno”

Alla precisazione di Gruber, secondo cui la Carta nasce storicamente dall’antifascismo, Cacciari ha replicato distinguendo tra origine storica e formulazione giuridica. A suo avviso, il testo costituzionale non è costruito in chiave “anti”, ma come progetto positivo fondato su principi democratici e progressivi.

“Non siamo quelli che sono contro i fascisti”, ha affermato, ricordando che la Resistenza e la storia repubblicana parlano da sole. Per il filosofo, non è necessario rivendicare un’etichetta per legittimarsi politicamente: l’impianto democratico della Costituzione e la tutela dei diritti rappresentano già una presa di posizione chiara.

“Non serve accreditarsi con una patente”

Nel suo intervento, Cacciari ha insistito sul fatto che l’identità democratica non si dimostra attraverso dichiarazioni di principio, ma attraverso l’azione e l’adesione concreta ai valori costituzionali. La Carta, ha osservato, invita i cittadini a organizzarsi e a partecipare per sviluppare i diritti, senza bisogno di certificazioni ideologiche.

Il confronto in studio si è inserito nel più ampio dibattito politico sulla presenza di movimenti di estrema destra in sedi istituzionali, tema che negli ultimi giorni ha acceso lo scontro tra maggioranza e opposizione.