Montecitorio, Pd, Avs e M5S occupano la sala stampa e impediscono una conferenza

Deputati di opposizione occupano la sala stampa per impedire l’incontro promosso da un parlamentare della Lega. La Presidenza sospende tutte le conferenze per motivi di ordine pubblico.

Alta tensione alla Camera dei deputati per una conferenza stampa dedicata al tema della “remigrazione”, che avrebbe dovuto presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. L’incontro, prenotato dal deputato della Lega Domenico Furgiuele, non si è svolto a causa dell’occupazione della sala stampa da parte di parlamentari di Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.

Secondo quanto riferito dai promotori della protesta, la presenza annunciata di esponenti riconducibili a realtà dell’estrema destra avrebbe reso inopportuno lo svolgimento dell’evento all’interno di Montecitorio.

Il confronto in Aula e la decisione della Presidenza

Prima dell’inizio previsto della conferenza, si sono registrati momenti di tensione nei corridoi e in Aula. Alcuni deputati dell’opposizione hanno contestato pubblicamente l’iniziativa, richiamando i principi antifascisti della Repubblica. Il deputato Furgiuele ha rivendicato la legittimità della prenotazione della sala e il diritto a svolgere la conferenza.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana, ricordando che la responsabilità dei contenuti e degli ospiti delle conferenze stampa è in capo ai parlamentari che le promuovono. Tuttavia, a fronte del clima creatosi e delle criticità di ordine pubblico, la Presidenza ha deciso di annullare tutte le conferenze stampa previste nella giornata.

Le reazioni politiche

Le posizioni restano contrapposte. Esponenti dell’opposizione hanno difeso l’azione come una presa di posizione contro la presenza di soggetti ritenuti incompatibili con i valori costituzionali. Dal fronte della Lega sono arrivate accuse di censura e di limitazione della libertà di espressione, sostenendo che la proposta di legge abbia seguito l’iter previsto presso la Corte di Cassazione per l’avvio della raccolta firme.

La giornata si è conclusa con il rafforzamento delle misure di sicurezza nell’area di Montecitorio e con la sospensione degli incontri con la stampa. L’episodio riapre il confronto politico sui limiti della libertà di iniziativa parlamentare e sulle modalità di gestione delle tensioni all’interno delle istituzioni.