Gaza, l’esercito israeliano stima 70mila morti dall’inizio della guerra

Per la prima volta l’Idf considera “per lo più accurati” i dati del ministero della Salute di Gaza: circa 70mila vittime dal 7 ottobre 2023.

L’esercito israeliano ritiene che il numero complessivo delle persone uccise nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra, scoppiata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, sia intorno alle 70.000 unità. La valutazione è emersa durante un briefing con un alto funzionario militare, riportato dal Times of Israel e da altri media internazionali.

Secondo quanto riferito, la cifra stimata dall’Idf risulta sostanzialmente in linea con quella diffusa dal ministero della Salute di Gaza, che parla di 71.667 vittime. Nel totale rientrerebbero anche oltre 450 persone uccise dopo il cessate il fuoco entrato in vigore nell’ottobre 2025.

Le precisazioni dell’Idf e i nodi ancora aperti

L’ufficiale israeliano ha spiegato che il conteggio pubblicato dalle autorità sanitarie di Gaza viene ritenuto in larga parte attendibile per quanto riguarda il numero complessivo dei morti. Resta però ancora oggetto di verifica la distinzione tra combattenti e civili.

Non sarebbe inoltre disponibile, al momento, una ripartizione chiara tra decessi causati direttamente dai combattimenti e quelli legati a conseguenze indirette del conflitto. Per gran parte della guerra, Israele aveva contestato i dati provenienti da Gaza, definendoli gonfiati, senza tuttavia rendere pubbliche cifre alternative complessive.

Organismi internazionali come Nazioni Unite, Oms e Croce Rossa hanno utilizzato nel tempo le statistiche del ministero della Salute come base di riferimento, pur sottolineando l’assenza di verifiche indipendenti capillari e la difficoltà di distinguere con precisione le categorie delle vittime.

Gli studi indipendenti sul bilancio reale

Negli ultimi mesi sono stati pubblicati diversi studi accademici che hanno cercato di stimare l’impatto complessivo della guerra, includendo anche le morti indirette. Un’analisi guidata dal professor Michael Spagat dell’University of London ipotizzava che già a gennaio 2025 il numero reale dei decessi potesse superare le 75.000 unità, suggerendo un possibile sottoconteggio nella fase iniziale del conflitto.

Anche uno studio pubblicato su The Lancet ha evidenziato come il collasso del sistema sanitario e le difficoltà nella registrazione dei decessi abbiano reso complessa una quantificazione precisa.

Il bilancio definitivo rimane difficile da verificare in modo indipendente. Tuttavia, le analisi disponibili convergono nell’indicare che le cifre ufficiali delle morti dirette potrebbero non rappresentare l’intero impatto umano del conflitto, soprattutto considerando fame, malattie e altre conseguenze indirette della guerra.

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.