Bignami attaca il Pd: “Gli agenti che agiscono nell’adempimento del dovere non devono essere indagati”

In tv duro confronto su Cpr, rimpatri e forze dell’ordine: Bignami accusa i giudici di liberare criminali, Bonafè chiama in causa il governo.

Il tema della sicurezza e dei rimpatri accende il dibattito a Dritto e rovescio, il programma di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. In studio si confrontano Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, e l’eurodeputata del Partito democratico Simona Bonafè, in un botta e risposta che tocca centri di permanenza per il rimpatrio, magistratura e tutela delle forze dell’ordine.

I casi citati e le accuse alla magistratura

Nel corso dell’intervento, Bignami legge in diretta una serie di precedenti penali riferiti a cittadini stranieri fermati e successivamente rilasciati dai giudici dopo il passaggio nei Cpr. Tra i reati elencati figurano pornografia minorile, violenza sessuale, porto d’armi e altri episodi di natura violenta.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, le decisioni giudiziarie di non convalidare o di revocare i trattenimenti rappresenterebbero un ostacolo all’effettiva espulsione dei soggetti irregolari. Bonafè replica sostenendo che le difficoltà nei rimpatri non possano essere attribuite esclusivamente alla magistratura, ma chiamano in causa anche le responsabilità dell’esecutivo, che aveva promesso un cambio di passo sul fronte sicurezza.

Il nodo delle forze dell’ordine e la proposta di legge

Il confronto si sposta poi sul ruolo delle forze dell’ordine. Bignami difende l’operato degli agenti e contesta quella che definisce una mancanza di sostegno da parte dell’opposizione. Al centro della discussione anche la questione delle indagini nei confronti degli operatori coinvolti in episodi di uso delle armi durante il servizio.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia richiama una proposta di legge di cui è primo firmatario, che prevede che gli agenti impegnati nell’adempimento del dovere non siano automaticamente indagati. Una proposta su cui invita pubblicamente l’esponente del Pd a esprimere una posizione chiara.

Il confronto televisivo riflette un clima politico acceso sul tema dell’immigrazione e della sicurezza, in un momento in cui la gestione dei rimpatri e il rapporto tra politica e magistratura restano al centro del dibattito pubblico.