Secondo Chicco Testa il clima di scontro sul referendum rischia di lasciare conseguenze negative e di compromettere il ruolo istituzionale della magistratura.
Le accuse sul ruolo dell’Associazione nazionale magistrati
Nel dibattito che accompagna il referendum sulla giustizia, Chicco Testa, manager ed ex parlamentare del Pci, intervistato dal Giornale, esprime forti perplessità sull’atteggiamento assunto dall’Associazione nazionale magistrati. A suo giudizio, le posizioni assunte in questa fase potrebbero produrre un’eredità negativa, alimentando uno scontro che va oltre il confronto tecnico sulla riforma. Testa parla di una parte della magistratura che rischia di smarrire la dignità di un ruolo che, per sua natura, dovrebbe essere improntato a equilibrio, serenità e imparzialità.
Il giudizio sulla leadership dell’Anm
Nel corso dell’intervista, l’ex parlamentare si sofferma anche sulla figura di Maruotti, mettendo in discussione la sua idoneità a guidare un’associazione considerata centrale nel sistema istituzionale. Secondo Testa, mancherebbero l’autorevolezza e la freddezza necessarie per ricoprire un incarico di tale responsabilità. Una situazione che viene definita preoccupante, con l’auspicio che una parte ampia della magistratura possa prendere le distanze da questo approccio e reagire sul piano interno.
La riforma e il nodo dell’autonomia
Pur riconoscendo che la maggioranza dei magistrati non condivide queste posizioni, Testa osserva come spesso siano le minoranze più attive a dettare il tono del confronto pubblico. Da qui l’invito a riportare il dibattito sul merito della riforma. A suo avviso, il testo in discussione non mette in alcun modo in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Proprio per questo, sostiene, il confronto dovrebbe concentrarsi sui contenuti effettivi della riforma, evitando di alimentare timori che, secondo lui, non trovano riscontro nelle norme proposte.