Con il voto alle porte e i sondaggi favorevoli al Sì, le opposizioni accelerano e scelgono Pif come volto simbolo del No alla riforma Nordio.
Il calendario del voto e la corsa contro il tempo
L’avvicinarsi del referendum sulla giustizia imprime un’accelerazione alla campagna elettorale. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del Comitato per il No che chiedeva di rinviare la consultazione, confermando le date fissate dal Consiglio dei ministri per il 22 e 23 marzo. Con i sondaggi che indicano una maggioranza di consensi a favore della riforma Nordio, le forze contrarie sono chiamate a intensificare la propria presenza nel dibattito pubblico, soprattutto sul piano mediatico.
La scelta di Pif come testimonial
In un contesto considerato complesso dal punto di vista tecnico, la comunicazione diventa centrale. Da qui la ricerca di volti noti capaci di intercettare un pubblico più ampio, anche sui social. L’ultima adesione al fronte del No è quella di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, conduttore televisivo ed ex inviato de Le Iene. La sua presa di posizione è stata rilanciata con enfasi dal Partito democratico sui propri canali social, suscitando reazioni contrastanti e ironie tra gli utenti, con un effetto boomerang che ha animato la discussione online.
Le dichiarazioni e il percorso politico
Pif ha motivato pubblicamente la sua contrarietà alla riforma, spiegando di aver maturato la decisione ascoltando le posizioni di esponenti del governo come Carlo Nordio e Antonio Tajani. In un video diffuso dal Comitato Giusto Dire No e condiviso dal Pd, il conduttore ha richiamato il tema delle assoluzioni nei procedimenti penali, collegandolo alla diversità di valutazioni tra pubblici ministeri e giudici. Una presa di posizione che si inserisce in un percorso politico dichiaratamente progressista, segnato negli anni da passaggi di sostegno tra diverse forze del centrosinistra e movimenti riformisti.