Dopo la morte di Abderrahim Mansouri, il dibattito si accende su indagini, uso della forza e risorse alle forze dell’ordine, con accuse incrociate tra Pd e governo.
Le posizioni del Partito democratico
Verificare se ci sia stato «un eccesso di uso della forza». Nel confronto politico seguito alla vicenda che ha portato alla morte di Abderrahim Mansouri, il Partito democratico ribadisce la necessità di accertamenti giudiziari sull’operato dell’agente coinvolto. La segretaria Elly Schlein, intervenuta a Montecitorio, ha sottolineato l’importanza che la magistratura svolga il proprio lavoro in piena autonomia, richiamando l’esigenza di verificare eventuali eccessi nell’uso della forza. Una linea confermata anche dalla responsabile giustizia Debora Serracchiani, che indica come prioritaria l’apertura dell’indagine, e che attribuisce al governo responsabilità sul piano delle risorse destinate alla sicurezza.
Precedenti e contesto della vicenda
Sul caso pesa il profilo giudiziario della persona deceduta, con precedenti per reati che includono spaccio, rapina, resistenza e lesioni. In passato, secondo ricostruzioni di stampa, Mansouri sarebbe stato coinvolto in episodi violenti durante controlli delle forze dell’ordine, con tentativi di sottrarre armi agli operatori. Elementi che alimentano una lettura opposta, secondo cui l’agente si sarebbe trovato di fronte a una situazione di particolare pericolosità. Il tema dei precedenti e del contesto operativo resta centrale nel dibattito pubblico e politico.
Sicurezza, numeri e repliche istituzionali
Il confronto si estende alla gestione complessiva della sicurezza. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha espresso perplessità sul supporto del Viminale, mentre da altre amministrazioni, come Roma, sono arrivati giudizi positivi sull’azione dell’esecutivo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha richiamato dati ufficiali su un calo dei delitti e degli omicidi, oltre all’avvio di una campagna di assunzioni definita tra le più rilevanti degli ultimi decenni. Secondo il ministro, le polemiche sarebbero infondate e scollegate dai numeri, che indicherebbero un rafforzamento degli organici e un miglioramento degli indicatori di sicurezza rispetto agli anni precedenti.
