Un manifesto in un liceo di Pordenone con un QR code a un questionario di Azione Studentesca accende le polemiche: opposizioni parlano di liste di proscrizione, il ministero avvia verifiche.
Il manifesto nel liceo e il questionario online
Un manifesto affisso all’interno di un liceo di Pordenone, poi rimosso, ha dato origine a un caso di rilievo nazionale. Il materiale conteneva un codice QR che rimandava a un questionario online promosso da Azione Studentesca. Nel form veniva chiesto agli studenti di segnalare la presenza di “professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni” e di descrivere eventuali episodi ritenuti significativi.
Secondo quanto emerso, l’iniziativa non sarebbe rimasta isolata, ma sarebbe stata riproposta anche in altre città italiane, alimentando un dibattito acceso sul confine tra libertà di espressione degli studenti e tutela dell’autonomia scolastica.
La reazione delle opposizioni e le accuse di schedatura
Le opposizioni parlamentari hanno reagito duramente. Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare, accusando il movimento studentesco, considerato vicino a Fratelli d’Italia, di voler creare vere e proprie “liste di proscrizione” ai danni degli insegnanti.
Anche il Movimento 5 Stelle è intervenuto sul tema, chiedendo pubblicamente a Fratelli d’Italia di prendere le distanze dall’iniziativa e sollecitando una posizione chiara da parte dei vertici del partito, giudicando inaccettabile qualsiasi forma di schedatura basata sull’orientamento politico dei docenti.
Le giustificazioni di Azione Studentesca e la posizione del ministero
Azione Studentesca ha respinto le accuse, precisando che il questionario non richiederebbe l’indicazione dei nomi degli insegnanti, ma si limiterebbe a raccogliere segnalazioni su presunti atti di propaganda politica avvenuti in ambito scolastico. Nella nota diffusa dal movimento si sottolinea la necessità di distinguere tra libertà di insegnamento e indottrinamento. Il presidente Riccardo Ponzio ha definito in malafede le critiche rivolte all’iniziativa.
Sul fronte istituzionale, il sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti ha comunicato l’avvio di accertamenti da parte del ministero. Secondo le prime verifiche, si tratterebbe di un’iniziativa autonoma di alcuni studenti, configurabile come un sondaggio anonimo. Frassinetti ha chiarito che, proprio in virtù dell’anonimato, non si parlerebbe di schedature, ricordando che iniziative analoghe si sono già verificate in passato anche da parte di realtà con orientamenti politici differenti.
Sindacati e dirigenti scolastici: “Iniziativa inaccettabile”
La vicenda ha suscitato una condanna netta da parte dell’Associazione nazionale presidi. Il presidente Antonello Giannelli ha definito l’iniziativa inaccettabile e contraria ai principi democratici e alla libertà di pensiero garantiti dalla Costituzione, sottolineando come qualsiasi tentativo di classificazione politica dei docenti sia incompatibile con il funzionamento di un sistema educativo moderno.
Sulla stessa linea la Flc Cgil. La segretaria generale Gianna Fracassi, in una lettera indirizzata al ministro Giuseppe Valditara, ha chiesto un intervento deciso per contrastare quello che viene definito un clima di sospetto e intimidazione, ribadendo il ruolo del ministero come garante della libertà di insegnamento, della dignità del personale scolastico e dei valori costituzionali su cui si fonda la Repubblica.
