Influenza K, contagi ancora alti: antivirali utili ma solo su prescrizione

Superato il picco, l’influenza K continua a circolare fino a fine febbraio. Gli esperti chiariscono quando usare antivirali, perché evitare antibiotici e come gestire i sintomi.

Influenza K, la fase finale dell’ondata

L’ondata dell’influenza K sembra aver superato il picco, ma la circolazione del virus resta significativa. Secondo le stime, i casi complessivi potrebbero arrivare ad almeno 14 milioni, in linea con le previsioni iniziali. Freddo e umidità continuano a favorire i contagi e, secondo gli specialisti, la coda epidemica potrebbe protrarsi fino alla fine di febbraio.

La diffusione prolungata ha riacceso l’attenzione sulle terapie disponibili e sulle corrette modalità di cura, soprattutto alla luce di una stagione influenzale che, in molti casi, ha avuto un impatto più intenso rispetto agli anni precedenti.

Antivirali e antibiotici, quando usarli

Il virologo Fabrizio Pregliasco ricorda che esistono due antivirali specifici contro l’influenza: Oseltamivir e Zanamivir. Si tratta di farmaci efficaci, indicati soprattutto nelle forme più impegnative della malattia e da assumere nelle primissime fasi dei sintomi. Non sono medicinali da banco, richiedono prescrizione medica e prevedono un ciclo di circa cinque giorni.

Diverso il discorso per gli antibiotici, il cui uso improprio resta una delle criticità principali. Nella grande maggioranza dei casi l’influenza ha origine virale, rendendo l’antibiotico inutile nella fase iniziale. La prescrizione può avvenire solo dopo valutazione medica, quando compaiono segni di sovrainfezione batterica o un peggioramento dei sintomi dopo alcuni giorni.

Cura dei sintomi e attenzione ai bambini

L’approccio raccomandato resta quello dell’automedicazione responsabile, basata su farmaci sintomatici come antipiretici e antinfiammatori, utilizzati in modo proporzionato all’intensità dei disturbi. L’obiettivo è alleviare i sintomi senza alterare il decorso naturale della malattia, evitando terapie non necessarie.

Particolare attenzione viene richiesta per i bambini. In presenza di febbre o malessere, gli esperti invitano a evitare la frequenza di asili e scuole, sia per tutelare il minore sia per ridurre il rischio di contagio nella comunità. Una cautela che diventa essenziale soprattutto per proteggere i soggetti più fragili.