Secondo Reuters, Hamas punta a far confluire i suoi agenti nella nuova governance della Striscia. La richiesta rischia lo stop di Israele mentre si discute la fase due del cessate il fuoco.
La richiesta di Hamas e le reazioni previste
Hamas avrebbe avanzato la richiesta di integrare circa 10mila agenti di polizia nella nuova amministrazione destinata a guidare la Striscia di Gaza. A rivelarlo è l’agenzia Reuters, che cita diverse fonti informate sul dossier. Una pretesa che, secondo le stesse fonti, difficilmente troverà l’assenso del governo israeliano, contrario a qualsiasi continuità del controllo del gruppo islamista sulle strutture di sicurezza locali.
Parallelamente, Hamas avrebbe invitato i suoi oltre 40mila dipendenti civili a collaborare con la futura autorità di governo, assicurando che sono in corso interlocuzioni per garantire il loro inserimento nel nuovo assetto amministrativo.
Cessate il fuoco e passaggio alla fase due
Sul piano operativo, il 26 gennaio Tel Aviv ha annunciato il recupero dei resti dell’ultimo ostaggio israeliano ancora disperso, il sergente maggiore Ran Gvili. A seguito di questo passaggio, il governo israeliano ha comunicato l’intenzione di riaprire il valico di Rafah, al confine tra Egitto e Striscia di Gaza.
Il cessate il fuoco, entrato in vigore circa tre mesi fa e più volte messo alla prova, dovrebbe ora aprire alla cosiddetta fase due, che prevede il ritiro graduale delle truppe israeliane e l’avvio del processo di disarmo di Hamas.
Amministrazione di Gaza e ipotesi di amnistia
Il piano per la fine del conflitto, articolato in venti punti, assegna la gestione della Striscia a un Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, organismo tecnocratico palestinese che, nelle intenzioni, dovrebbe escludere Hamas. La supervisione sarebbe affidata a un Board internazionale collegato all’iniziativa di pace promossa da Donald Trump.
Secondo documenti condivisi dalla Casa Bianca, Hamas disporrebbe ancora di armamenti pesanti. Il piano prevede che le armi personali vengano registrate e smantellate progressivamente, una volta che la nuova polizia di Gaza sarà in grado di garantire la sicurezza. Un funzionario statunitense, citato da Reuters in forma anonima, ha parlato della possibilità che il disarmo porti a una sorta di amnistia per i miliziani, a condizione del pieno rispetto dell’accordo.