Patto Forza Italia-Carlo Calenda: Tajani rilancia l’apertura ai riformisti

Forza Italia riparte da Milano nel segno di Berlusconi e guarda al centro moderato

Al teatro Manzoni oltre 1.500 persone per la tappa milanese di “road to Valori”. Tajani rilancia l’apertura ai riformisti, presente anche Carlo Calenda.

Il Manzoni e l’eredità politica di Silvio Berlusconi

Il teatro Manzoni di Milano, luogo simbolo della nascita del berlusconismo, ha ospitato la tappa milanese di “road to Valori”, la tre giorni con cui Forza Italia ha scandito la propria agenda politica alla vigilia del 32° anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Circa 1.500 i partecipanti, riuniti in uno spazio che richiama l’immagine dell’imprenditore-politico e di una città proiettata verso il mondo attraverso televisione, cultura e impresa.

Tajani e l’apertura verso l’area moderata

Dal palco, il segretario Antonio Tajani ha rilanciato l’idea di un partito intenzionato ad ampliare il proprio perimetro elettorale, puntando anche su quell’area di moderati di centrosinistra oggi distante dal campo largo. «Possiamo fare ancora di più se saremo in grado di allargare i nostri confini e occupare spazi lasciati liberi», ha affermato il ministro degli Esteri, sostenendo che «il centrosinistra è morto, resta soltanto la sinistra». Un messaggio che guarda a un elettorato composto da ex democristiani ed ex socialisti rimasti senza riferimenti politici stabili.

Il dialogo con Azione e la sfida milanese

Alla convention era presente anche Carlo Calenda, leader di Azione, segnale di un confronto avviato sul terreno dei valori liberali e riformisti. Tajani ha richiamato l’accordo già sperimentato in Basilicata a sostegno di Vito Bardi e ha aperto alla possibilità di collaborazioni future, anche in vista della partita per il capoluogo lombardo. Calenda ha ribadito la necessità, per il Paese, di una forza composta da liberali, popolari e riformisti non subordinati ai sovranismi, dichiarandosi disponibile a lavorare insieme qualora si creassero le condizioni.

Presenze simboliche e linea politica

La giornata è stata segnata anche da presenze dal forte valore identitario. Paolo Berlusconi ha espresso apprezzamento per la leadership di Tajani, definendolo erede del fondatore «in modo umile ed efficiente» e condividendo l’auspicio di una spinta sempre più liberale del partito. Presente anche Marta Fascina, che ha ricordato l’impegno di Silvio Berlusconi per la pace e il ruolo che avrebbe avuto oggi nel promuovere un’iniziativa diplomatica sull’Ucraina. In prima fila il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.

Europa, unità interna e chiusura dei lavori

Dal palco è arrivato anche il richiamo all’identità europeista di Forza Italia, ribadita da Letizia Moratti, che ha sottolineato l’obiettivo di rafforzare l’Unione europea come spazio di libertà, democrazia e Stato di diritto. Sul fronte interno, gli interventi dei vice Roberto Occhiuto, Alberto Cirio e del vicesegretario Stefano Benigni hanno confermato la compattezza attorno a Tajani. A chiudere i lavori è stato il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, che ha parlato di una tre giorni partecipata e di un partito in crescita, forte di circa 250mila iscritti e di nuove adesioni.

Crosetto: “Soldati in Groenlandia? Una barzelletta”

Iran, Elly Schlein risponde a Mieli: “Voglio rassicurarlo…”

Cuba parla di “stato di guerra” dopo le minacce di Trump