Critiche dal Carroccio sull’ipotesi della presenza del rapper ai Giochi 2026. Abodi difende l’impostazione dell’evento e richiama al rispetto dei valori olimpici.
L’affondo della Lega contro l’artista
L’eventuale partecipazione di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 accende lo scontro politico. Fonti della Lega parlano di una notizia “sconcertante”, giudicata ancor più grave alla vigilia del Giorno della Memoria, definendola una “umiliazione per l’Italia”. Dal partito sottolineano lo sconcerto a tutti i livelli per una scelta ritenuta incompatibile con il significato dell’evento.
Le accuse e il richiamo ai valori dei Giochi
Secondo la Lega, i Giochi rappresentano “uno straordinario biglietto da visita per l’Italia” e il risultato di anni di lavoro che hanno visto il partito in prima linea. Proprio per questo, la presenza di un artista descritto come “odiatore di Israele e del centrodestra”, già protagonista in passato di episodi giudicati imbarazzanti, viene considerata inaccettabile. “L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”, è la posizione espressa nelle dichiarazioni attribuite al Carroccio.
La replica del ministro Abodi
Di segno diverso il commento del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, intervenuto a margine della presentazione delle iniziative per il Giorno della Memoria patrocinate dalla Presidenza del Consiglio. Abodi ha spiegato che la cerimonia di apertura sarà costruita attorno al rispetto, elemento che limita ogni rischio di interpretazioni personali. La scelta degli artisti, ha aggiunto, è legata anche alle performance previste e non lascia spazio a equivoci sul piano ideale, culturale ed etico. Il ministro ha inoltre precisato che non lo imbarazza non condividere le posizioni espresse da Ghali, ribadendo però che un Paese deve saper distinguere tra il pensiero individuale di un artista e il messaggio istituzionale di un evento olimpico.
Referendum giustizia, scontro sui social e sondaggi favorevoli al sì