Alcuni fisici rilanciano l’idea del “cervello di Boltzmann”: secondo la teoria, la memoria umana potrebbe nascere da fluttuazioni casuali dell’universo e non da esperienze reali.
L’ipotesi del cervello di Boltzmann
Secondo una teoria discussa in ambito scientifico, ciò che gli esseri umani ricordano potrebbe non corrispondere a eventi realmente accaduti. A riportare il tema è il Daily Mail, che riprende il concetto del cosiddetto “cervello di Boltzmann”, un’ipotesi formulata per spiegare come, in un universo governato dal disordine, possano emergere strutture complesse in modo del tutto casuale. In questo scenario, un cervello completo di ricordi, convinzioni e percezioni potrebbe formarsi spontaneamente da una configurazione fortuita di particelle, senza che esista un mondo fisico coerente alle spalle di quelle memorie.
Entropia e fluttuazioni casuali
Alla base della teoria c’è la seconda legge della termodinamica, secondo cui l’entropia, cioè il livello di disordine, tende ad aumentare nel tempo. Se questo principio viene applicato senza distinguere tra passato e futuro, la configurazione più probabile dell’universo non sarebbe un sistema ordinato come quello osservabile, ma uno stato caotico in cui, occasionalmente, possono verificarsi fluttuazioni locali. In un contesto simile, spiegano i ricercatori, la comparsa improvvisa di un singolo cervello dotato di ricordi sarebbe statisticamente più plausibile della nascita e dell’evoluzione di un intero universo strutturato.
Il ruolo del Big Bang nella fisica moderna
Il professor David Wolpert, del Santa Fe Institute, e i suoi colleghi sottolineano che l’ipotesi del cervello di Boltzmann non può essere dimostrata, ma nemmeno esclusa sulla base delle attuali leggi della fisica. L’unico elemento che consente di ancorare i ricordi a una storia reale è la teoria del Big Bang, che descrive un inizio dell’universo caratterizzato da un livello definito di disordine. La scoperta del Fondo Cosmico a Microonde ha rafforzato questa visione, permettendo di ricostruire l’evoluzione della materia nel tempo. In assenza di un’origine ben definita, osservano i fisici, nulla impedirebbe di considerare i ricordi come semplici illusioni generate dal caso, anche se la cosmologia moderna offre oggi maggiori basi per ritenere reale la storia dell’universo e, con essa, la memoria umana.
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