Sicurezza, FdI attacca Conte: “La tua trasformazione in paladino della sicurezza finisce qui”

Sicurezza, scontro sui numeri: Fratelli d’Italia replica a Conte e rivendica le assunzioni

FdI attacca il leader del Movimento 5 Stelle sui dati del Viminale: record negativo di assunzioni sotto il governo Conte, aumento degli organici con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

L’affondo social e la replica alle opposizioni

“La tua trasformazione in paladino della sicurezza finisce qui”. Con questo messaggio, affidato alla pagina ufficiale X, Fratelli d’Italia ha preso di mira Giuseppe Conte, contestando la linea delle opposizioni sulla cosiddetta emergenza sicurezza. Nel mirino del partito della premier finiscono le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio, che aveva accusato il governo Meloni di garantire “poca sicurezza”.

Secondo FdI, la narrazione proposta da Conte sarebbe smentita dai dati ufficiali del Viminale, che indicherebbero proprio nei governi da lui guidati il punto più basso per quanto riguarda le assunzioni nelle forze dell’ordine. “I numeri smentiscono la tua narrazione”, è il messaggio che accompagna la grafica diffusa sui social.

I dati del Viminale e il confronto tra governi

A rafforzare la posizione di Fratelli d’Italia è intervenuto anche Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera dei deputati, che ha richiamato i numeri sulle assunzioni degli ultimi dieci anni. Secondo Bignami, nessun esecutivo avrebbe investito sugli organici delle forze di polizia quanto quello attuale.

Il riferimento critico è al periodo del Conte bis, con l’alleanza tra Pd e M5S, indicato come la fase in cui si sarebbe registrato il livello più basso di nuove assunzioni. Una situazione che, secondo FdI, sarebbe stata superata nonostante le risorse assorbite in passato da misure come il reddito di cittadinanza e il Superbonus.

Assunzioni, decreti e tutela degli agenti

Sulla stessa linea si è espresso Massimo Milani, capogruppo meloniano in Commissione parlamentare sulle condizioni di sicurezza delle città. Milani ha ricordato che nel 2020, anno del governo a guida Conte, si sarebbe toccato un record negativo negli ingressi nelle forze di polizia. Al contrario, l’attuale esecutivo avrebbe assunto in tre anni circa 37.400 agenti, con ulteriori 31.500 assunzioni programmate per rafforzare gli organici e garantire il turn over.

Milani ha inoltre citato il decreto sicurezza, sottolineando l’introduzione di pene più severe per chi aggredisce o minaccia gli operatori in divisa e la tutela legale per agenti e militari coinvolti in procedimenti giudiziari legati al servizio.

Le accuse di “faccia tosta” e il calo dei reati

Il dibattito si è esteso anche al Senato, dove Lucio Malan, capogruppo di FdI, ha affidato ai social una critica diretta alle opposizioni. Secondo Malan, chi oggi attacca il governo sulla sicurezza sarebbe lo stesso che, in passato, avrebbe ostacolato norme rafforzative e utilizzato le forze dell’ordine per controlli legati all’emergenza sanitaria.

Nel messaggio, Malan richiama anche il tema del calo dei reati, sostenendo che le critiche rivolte all’esecutivo Meloni ignorerebbero i dati disponibili e confermerebbero, a suo giudizio, una contrapposizione più politica che fondata sui numeri.

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