Salvini avverte Vannacci: “Chi esce fuori dalla Lega poi finisce nel nulla”

Dal palco di Rivisondoli il leader leghista lancia messaggi duri ai dissidenti, difende l’incontro con Tommy Robinson e attacca Volodymyr Zelensky sul conflitto in Ucraina.

Il messaggio ai dissidenti e le tensioni interne

Intervenendo alla manifestazione della Lega in Abruzzo, Matteo Salvini ha pronunciato parole che hanno avuto l’effetto di un avvertimento diretto anche verso figure di primo piano del suo stesso partito. Senza citare nomi, il vicepremier ha criticato chi, a suo dire, punterebbe solo a conservare incarichi e visibilità politica. “Chi esce dalla Lega finisce nel nulla”, ha affermato, ricordando come il consenso del movimento sia stato costruito dal lavoro di base e dai militanti.

Il riferimento, pur non esplicito, è apparso collegato alle indiscrezioni sulla possibile nascita di un nuovo soggetto politico guidato dal generale Roberto Vannacci, attuale vicesegretario ed eurodeputato leghista. Salvini ha ribadito l’idea di un partito non strutturato secondo una rigida gerarchia, respingendo il modello di una leadership verticale e sottolineando che la forza della Lega risiede nella comunità e nel consenso popolare.

L’incontro con Robinson e lo scontro politico

Nel corso del suo intervento, Salvini ha affrontato anche le polemiche nate dopo l’incontro, avvenuto nei giorni precedenti al ministero delle Infrastrutture, con Tommy Robinson, figura controversa dell’estrema destra britannica. Il leader leghista ha rivendicato la libertà di interlocuzione, respingendo le critiche arrivate dall’altro vicepremier Antonio Tajani.

Le reazioni non si sono fermate alla maggioranza. Da Milano, durante un evento di Forza Italia, Carlo Calenda ha attaccato duramente l’iniziativa, parlando di un gesto incompatibile con il ruolo istituzionale. Salvini ha replicato minimizzando e rivendicando il diritto di incontrare chi ritiene opportuno, senza arretrare dalle sue posizioni.

Politica estera e affondo su Zelensky

Sul piano internazionale, il leader della Lega ha rivolto critiche dirette al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla convention “Idee in movimento”. Secondo Salvini, dopo l’ingente sostegno economico e militare ricevuto, Kiev non avrebbe motivo di lamentarsi. Da qui l’invito a una rapida conclusione del conflitto, con un appello esplicito alla firma di un accordo di pace.

L’intervento di Matteo Salvini ha così intrecciato questioni di politica interna, rapporti nella maggioranza e scenari internazionali, rilanciando un messaggio di fermezza che ha immediatamente alimentato il dibattito politico nazionale.

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