Piantedosi rivendica la linea del Viminale: “Sbarchi dimezzati e nuovi decreti sulla sicurezza”

Alla kermesse della Lega in Abruzzo il ministro dell’Interno difende l’azione del governo su immigrazione e ordine pubblico, citando dati in calo e annunciando nuove misure.

I numeri sugli arrivi e il cambio di rotta

Intervenendo alla manifestazione “Idee in movimento” della Lega a Rivisondoli, in Abruzzo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato i risultati ottenuti dal governo sul fronte dell’immigrazione, ponendo l’accento sull’andamento degli sbarchi. “I numeri sono importanti”, ha affermato in apertura, richiamando in modo ironico una battuta del film Palombella rossa di Nanni Moretti.

Secondo i dati citati dal titolare del Viminale, nel mese di gennaio 2026 gli arrivi via mare risultano pari a circa la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo che, ha spiegato Piantedosi, si inserisce in una tendenza già avviata nei mesi scorsi e che segna una netta inversione rispetto ai flussi registrati negli anni precedenti.

Le difficoltà iniziali e il confronto con i governi precedenti

Nel suo intervento, il ministro ha attribuito le criticità affrontate all’inizio della legislatura all’assenza di interventi strutturali da parte degli esecutivi precedenti. Secondo Piantedosi, l’inazione accumulata negli anni avrebbe reso necessario un lavoro di ricostruzione del sistema di gestione dei flussi migratori durante il primo periodo di governo.

Ha quindi ricordato che una prima riduzione degli arrivi era già stata ottenuta attraverso misure adottate in continuità con l’azione avviata da Matteo Salvini quando era al Viminale. Riduzione che, ha sottolineato, si è poi consolidata fino al risultato attuale: un numero di sbarchi dimezzato rispetto all’anno scorso, che a sua volta segnava un calo significativo rispetto al biennio precedente.

Sicurezza, critiche dell’opposizione e nuovi decreti

Piantedosi ha inoltre respinto le accuse mosse dall’opposizione sul tema della sicurezza, sostenendo che il dibattito politico ignori dati già disponibili. “Quando qualcuno pensa di mettermi in difficoltà in Parlamento, basta citare i numeri”, ha dichiarato, ribadendo la centralità degli indicatori statistici nel valutare l’azione del governo.

Guardando alle prossime iniziative, il ministro ha annunciato l’arrivo di un pacchetto di circa sessanta misure dedicate alla sicurezza, che potrebbero confluire in uno o due decreti distinti. Una parte rilevante degli interventi, ha spiegato, sarà destinata al contrasto dei fenomeni legati alle baby gang, tema indicato come una delle priorità dell’agenda del Viminale.

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