Landini in Tribunale per il No al referendum, scoppia la polemica sulla neutralità della giustizia

Il leader della Cgil promuove il No alla riforma della giustizia in Tribunale a Napoli. La Camera penale parla di sede inopportuna e accusa di propaganda politica.

L’iniziativa a Napoli e l’appello al No

La presenza di Maurizio Landini all’interno del Tribunale di Napoli per sostenere il No al referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo ha acceso un duro confronto istituzionale. Il segretario generale della Cgil è intervenuto nella sala Arengario a un’iniziativa promossa dalla Fp Cgil, invitando alla mobilitazione contro la riforma.

Nel suo intervento, Landini ha definito il voto una “battaglia importante”, riconoscendo che il fronte del No parte in salita. Ha poi attaccato duramente l’ipotesi del sorteggio nei meccanismi di rappresentanza, utilizzando toni polemici nei confronti del governo e chiedendo maggiore rispetto per i cittadini, chiamati a esprimersi su una riforma costituzionale.

La reazione della Camera penale

Le parole e soprattutto il luogo scelto per l’iniziativa hanno provocato la reazione della Camera penale di Napoli. Il presidente Marco Muscariello ha parlato di una scelta “inopportuna”, sottolineando il rischio di trasmettere l’idea che un palazzo di giustizia, per sua natura neutrale, venga utilizzato per iniziative di carattere politico.

Pur mantenendo toni misurati, Muscariello ha espresso perplessità sull’uso degli spazi giudiziari per eventi di questo tipo, ribadendo la volontà di spostare il confronto sul piano tecnico. All’incontro erano presenti anche esponenti sindacali e rappresentanti della magistratura associata, tra cui il vicepresidente dell’Associazione magistrati Marcello De Chiara.

La replica di Landini e lo scontro sulla riforma

Alle critiche sulla sede scelta, Landini ha risposto rivendicando il senso democratico dell’iniziativa. Secondo il leader sindacale, l’obiettivo dell’incontro era dare voce a chi lavora quotidianamente nel sistema giustizia, non fare propaganda partitica. Ha sostenuto che partecipare al dibattito sul funzionamento delle istituzioni rientra pienamente nel diritto di chi opera al loro interno.

Nel merito della riforma, Landini ha ribadito l’opposizione al progetto del ministro Carlo Nordio, affermando che il referendum non inciderebbe sull’efficienza della giustizia. Ha insistito sulla necessità di tutelare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sostenendo che molti cittadini non avrebbero piena consapevolezza dei contenuti della separazione delle carriere, tema centrale del quesito referendario.